BKW: altolà del governo bernese a una scissione dell'azienda

hm, ats

11.3.2021 - 14:01

BKW è un'impresa a maggioranza statale quotata in borsa.
Keystone

Non vi è ragione di procedere a una scissione di BKW, scorporando il settore dei servizi: ne è convinto il Consiglio di Stato bernese, che in un rapporto risponde alle critiche mosse nei confronti del gruppo energetico controllato per il 52% dal canton Berna.

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11.3.2021 - 14:01

L'esecutivo era stato chiamato a prendere posizione dal Gran consiglio, dopo le perplessità sollevate da taluni sulla strategia dell'azienda. Non a tutti è infatti piaciuto che BKW abbia portato avanti negli ultimi anni una politica – giudicata aggressiva – di acquisizione di ditte più piccole.

A livello politico è stata quindi proposta una divisione dell'azienda in una parte controllata dall'ente pubblico, che si occupi di infrastruttura, nonché della produzione e dello smercio dell'energia, e una da privatizzare, che si concentri sui servizi (per esempio consulenza d'energia degli immobili, segmenti che oggi vanno per la maggiore).

Non se ne parla, risponde in buona sostanza il Consiglio di Stato. Un simile passo comporterebbe «rischi legali e finanziari molto elevati per il Cantone», si legge nella pubblicazione odierna. Metterebbe inoltre a repentaglio il modello commerciale di successo di BKW. Questo porterebbe a una grave crisi di fiducia, a un danno significativo alla reputazione dell'azienda e a perdite massicce sul mercato azionario. Come noto BKW – che gestisce fra l'altro l'impianto nucleare di Mühleberg (BE), in fase di smantellamento, e che ha fatto parlare parecchio di sé anche per lo stipendio plurimilionario versato alla sua Ceo Suzanne Thoma – è quotata in borsa.

Nel suo rapporto il governo si spinge anche oltre, proponendo al parlamento di vendere una parte delle azioni, mantenendo però una minoranza di blocco di almeno il 34%. La legge attuale – che risale al 2018 – prevede che il cantone continui ad avere una partecipazione compresa fra il 51% e il 60%: ma dal punto di vista del governo non ci sono ragioni convincenti per tenersi ancorati alla maggioranza. Anche con una minoranza qualificata il gruppo – che comprende 130 imprese e 10'000 dipendenti in Svizzera e in Europa – non potrebbe prendere decisioni importanti senza il consenso del Cantone, afferma l'esecutivo.

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