Fallimento Il colosso immobiliare Signa è in insolvenza e deposita i bilanci, si teme per Julius Bär

hm, ats

29.11.2023 - 15:22

Il colosso immobiliare austriaco Signa Holding è in insolvenza: l'azienda controllata dall'imprenditore tirolese René Benko, che ha importanti interessi anche in Svizzera, in Germania, in Italia e in altri paesi, ha presentato oggi richiesta di apertura di un procedimento di risanamento.

Immagine d'archivio.
Immagine d'archivio.
KEYSTONE

hm, ats

29.11.2023 - 15:22

«Nonostante i notevoli sforzi compiuti nelle ultime settimane non è stato possibile garantire la liquidità necessaria per una ristrutturazione extragiudiziale», ha indicato stamani l'impresa. L'obiettivo dell'atto giuridico avviato oggi presso il tribunale commerciale di Vienna è la «continuazione ordinata delle operazioni aziendali e il risanamento».

A corto di liquidità, il gruppo era da tempo alla disperata ricerca di 500-700 milioni di euro per onorare i suoi debiti obbligazionari in scadenza.

Le difficoltà per l'impero immobiliare sono nate con il rialzo dei tassi di interesse e con l'aumento dei costi di costruzione, a cui ha fatto da contraltare il calo delle valutazioni degli stabili.

Presente inSvizzera con Globus

Signa gestisce un portafoglio miliardario, con edifici di prestigio – per esempio lo stabile del gruppo Deutsche Börse a Eschborn, in Assia (Hessen) o una quota della metà nel Chrysler Building a New York – come pure diversi grandi magazzini, in Austria, Germania e Nord Italia.

In Svizzera Signa e il gruppo tailandese Central Group detengono ciascuno la metà di Globus, acquistata da Migros nel 2020. Contattato dall'agenzia Awp, Central Group ha fatto sapere che intende sostenere la sua controllata e che veglierà affinché possa proseguire l'attività come al solito.

Signa fondata nel 2007 da un 22enne

Signa è stata fondata dall'oggi 46enne Benko quando aveva 22 anni. Sposato con una ex modella e padre di quattro figli, l'imprenditore vive a Innsbruck ed è molto discreto sia nella vita privata che negli affari: nessuna delle sue imprese – l'impero comprende un'enorme quantità di ditte – è quotata.

Secondo le stime del periodico americano Forbes il patrimonio di Benko ha comunque subito l'impatto dei recenti rovesci, passando da circa 6 miliardi di dollari a circa 3 miliardi.

Paura per Julius Bär

Le ripercussioni del tracollo di Signa vanno al di là del settore immobiliare. Nei giorni scorsi è per esempio emerso che la banca privata zurighese Julius Bär presenta un'importante esposizione creditizia nei confronti della società austriaca.

Il titolo dell'istituto è così finito sotto pressione in borsa: due settimane or sono veniva scambiato a 56 franchi, mentre oggi il corso è di circa 44 franchi.

hm, ats