Banca in difficoltà

Credit Suisse bene in borsa con l'aumento di capitale

hm, ats

9.12.2022 - 11:00

Tornano le notizie positive per Credit Suisse.
Tornano le notizie positive per Credit Suisse.
Keystone

Credit Suisse tonica in borsa: il mercato ha reagito bene dopo la conclusione, ieri, del processo di aumento di capitale, con la sottoscrizione del 98,2% delle azioni offerte e la raccolta di 2,2 miliardi di franchi, somma in linea con le previsioni.

hm, ats

9.12.2022 - 11:00

Stamani il titolo della grande banca è tornato a superare la soglia di 3 franchi, toccando un massimo in mattinata a 3,05 franchi. Il valore si trova in progressione di circa il 3%, dopo aver già chiuso ieri in aumento della stessa percentuale, mostrandosi l'azione più tonica dell'SMI, il listino principale.

Per recuperare quanto perso nelle ultime settimane la strada appare comunque ancora lunga: a metà novembre il corso era infatti ancora chiaramente superiore ai 4 franchi.

Allargando lo sguardo in prospettiva storica, va detto che l'azione aveva raggiunto un massimo di 96,50 franchi nell'agosto del 2000. Era poi seguita una sensibile contrazione sino a 19,10 franchi nel 2003, poi un nuovo balzo a 96,00 franchi nel 2007, immediatamente prima della crisi finanziaria. Da allora il titolo ha presentato una tendenza pressoché costante al calo.

Nel 2015 il corso massimo ha sfiorato 29 franchi; poi 18 franchi nel 2018, 14 franchi nel 2020, 13 nel 2021. Nel 2022 il massimo è stato di 9,12 franchi, osservato il 14 gennaio, mentre il minimo di 2,65 franchi risale a pochi giorni or sono, il 1 dicembre. Al momento la performance dall'inizio di gennaio è del -65%.

Come si ricorderà la banca – che dal 1993 è sponsor principale dell'Associazione svizzera di football (SFV, nella sua sigla tedesca) e come tale partner di tutte le nazionali elvetiche di calcio, maschili e femminili – è stata scossa da ripetute disavventure: in particolare il fallimento nel marzo 2021 della società finanziaria britannica Greensill Capital, in cui erano stati impegnati 10 miliardi di dollari attraverso quattro fondi, e l'implosione – nello stesso mese del medesimo anno – di Archegos Capital Management, il family office (cioè una società che gestisce uno o più patrimoni familiari) di un finanziere newyorkese di origine coreana, che è costata circa 5 miliardi di dollari a CS.

Per far fronte alla situazione i vertici lo scorso 27 ottobre hanno annunciato un importante piano di risanamento che comprende una ristrutturazione – definita radicale – della divisione investment banking e il taglio di 9000 posti di lavoro entro il 2025: di questi quasi 2000 spariranno in Svizzera, 540 dei quali entro Natale. Le notizie costantemente negative che hanno circondato il gruppo negli ultimi mesi hanno portato a importanti deflussi di fondi da parte della clientela, che nel frattempo però – stando a quanto indicato dai vertici dell'istituto – si sono fermati.

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