Dopo 21 anni

La disoccupazione cala sotto il 2% in Svizzera

hm, ats

7.10.2022 - 09:30

In Ticino vi è stato un lieve aumento dei senza lavoro.
In Ticino vi è stato un lieve aumento dei senza lavoro.
Keystone

Disoccupazione sotto il 2% in Svizzera, per la prima volta dal 2001: in settembre il tasso dei senza lavoro si è attestato all'1,9%, in lieve calo rispetto al 2,0% di agosto e in flessione di 0,7 punti su base annua.

hm, ats

7.10.2022 - 09:30

Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) il numero delle persone senza impiego iscritte agli uffici regionali di collocamento (URC) è sceso a 89’526, in contrazione di 1846 rispetto al mese prima e di 30'768 nel confronto con settembre 2021. Si tratta inoltre del numero più basso dal dicembre 2001, mentre per il tasso fa stato l'1,7% dell'ottobre dello stesso anno.

A titolo di confronto, nel momento più critico della pandemia (gennaio 2021) era stata sfiorata quota 170'000 disoccupati, con un tasso al 3,7%. Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004.

Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

La distribuzione in Svizzera

In Ticino nel mese di settembre appena archiviato il tasso dei senza lavoro si è attestato al 2,4% (invariato rispetto ad agosto, -0,4 su base annua), nei Grigioni allo 0,7% (+0,1 e -0,2).

I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione, pur restando tutti ampiamente sotto la soglia psicologica del 4%. Con un tasso del 3,8% il primato negativo spetta a Ginevra; seguono Giura (3,5%), Vaud (3,1%) e Neuchâtel (2,8%), a cui si accoda poi Basilea Città (2,8%). Con un tasso dello 0,4%, Appenzello interno è invece il cantone con meno disoccupati. Il motore economico della nazione, Zurigo, è all'1,6%, meno della media nazionale.

Il Ticino è al sesto posto fra i più toccati dal problema, mentre i Grigioni sono al quinto rango nella graduatoria dei meno colpiti. In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 3999 disoccupati (+77 mensile, -664 annuo), mentre nel cantone con capoluogo Coira la cifra è di 722 (+84 e -271).

E secondo gli altri parametri?

Tornando all'ambito nazionale, il tasso si attesta al 2,1% fra i giovani (15-24 anni), con rispettivamente una flessione di 0,1 punti (mese) e di 0,7 punti (anno). I lavoratori ultra 50enni sono all'1,9% (pure -0,1 e -0,7).

I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 17'076, il 5,9% in meno di agosto e il 47,0% in meno di dodici mesi prima: 138 giovani, 7659 25-49enni e 9197 ultra 50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro dell'1,4% (-0,1 mensile, -0,5 annuo), gli stranieri del 3,4% (-0,1 e -1,1). Per paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (5,7%) e gli africani (6,5%), che la Seco considera nel loro insieme. L'Ue è al 2,8%. Riguardo ai principali paesi confinanti, la Francia è al 3,8%, l'Italia al 2,9% e la Germania all'1,9%.

Almeno 159'399 persone in cerca d'impiego

Complessivamente, afferma ancora la Seco, le persone in cerca d'impiego registrate nel mese scorso erano 159'399, l'1,2% in meno rispetto ad agosto e il 23,5% in meno di dodici mesi prima.

Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio.

Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento era pari a 69'842 (+1580 mensile e +9254 annuo).

I funzionari di Berna hanno pubblicato anche i dati relativi al lavoro ridotto per il mese di luglio (ultimo dato disponibile): ha colpito 1992 persone, ovvero 901 in meno rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende interessate è sceso di 304 unità (-47%) portandosi a 348. Il numero delle ore di lavoro perse è calato del 44% a 73'095.

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