Commercio estero

Export e import salgono ancora, eccedenza record

hm, ats

21.9.2021 - 10:18

Il commercio con l'estero è vitale per l'economia svizzera.
Il commercio con l'estero è vitale per l'economia svizzera.
Keystone

Cresce ulteriormente il commercio estero svizzero: in agosto le esportazioni, trainate dal comparto chimico-farmaceutico e dal boom della domanda negli Stati Uniti, sono aumentate a un valore di 20,9 miliardi di franchi, il 2,1% in più di luglio.

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21.9.2021 - 10:18

Le importazioni sono salite a 16,4 miliardi, con un progressione dell'1,2%. L'ottavo mese dell'anno si chiude così con un eccedenza record di 4,5 miliardi, emerge dai dati pubblicati oggi dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a -0,4% (export) e +0,2% (import). Le esportazioni confermano quindi la tendenza alla crescita – dal marzo di quest'anno sono tornate a livelli superiori a quelli pre-pandemia – mentre le importazioni mostrano un trend positivo già da fine 2020.

Nel confronto con luglio i vari settori dell'export hanno mostrato andamenti assai differenti. Quello di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +7,7% (a 11,4 miliardi di franchi); seguono le macchine e l'elettronica, sostanzialmente rimaste stabili (+1,8% a 2,6 miliardi), perde nettamente velocità l'orologeria (-9,7% a 1,8 miliardi), arretrano gli strumenti di precisione (-4,9% a 1,4 miliardi) e scendono in modo meno marcato anche i metalli (-1,8% a 1,2 miliardi).

A livello regionale, il continente più importante per i prodotti con il marchio della balestra rimane l'Europa (-1,6% a 11,8 miliardi), che ha però un po' sofferto per lo scarso dinamismo mostrato dal principale paese di sbocco dell'export, la Germania (-1,5% a 3,6 miliardi). In fortissimo aumento è invece il Nordamerica (+36,7% a 4,9 miliardi), mentre arretra l'Asia (-2,5% a 4,4 miliardi), sulla scia della cattiva performance della Cina (-7,8% a 1,2 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante è quello chimico-farmaceutico (-2,5% a 4,5 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (-0,7% a 2,7 miliardi), veicoli (+0,3% a 1,5 miliardi), metalli (+0,2% a 1,4 miliardi), derrate alimentari (+0,2% a 1,0 miliardi) nonché tessili e abbigliamento (+3,1% a 1,0 miliardi). Riguardo alle regioni, il calo maggiore viene osservato in Asia (-2,4% a 3,4 miliardi); Europa (+2,6% a 11,4 miliardi) e Nordamerica (+3,6% a 1,2 miliardi) mettono per contro a referto un incremento.

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