Berlino dimezza le stime del PIL per il 2019

17.4.2019 - 20:40, ATS

Il ministro dell'economia tedesco Peter Altmaier conferma il taglio delle stime di crescita della Germania allo 0,5% per quest'anno.
Source: KEYSTONE/EPA/ADAM BERRY

Il motore d'Europa rallenta. La Germania continua a ridimensionare le stime di crescita per il 2019 e questa volta le dimezza, dall'1% allo 0,5% stando alle previsioni del governo confermate mercoledì dal ministro tedesco delle finanze Peter Altmaier.

È il rallentamento più significativo registrato in sei anni per il Paese, e il dato non può che allarmare l'Europa, proprio mentre la Cina segna una tendenza opposta, registrando nel primo trimestre del 2019 un rialzo del Pil pari al 6,4% insieme con segnali positivi in più settori.

L'insicurezza dovuta al convulso iter verso la Brexit, le dispute commerciali (vedi l'altalena dei dazi con Donald Trump) e un generico rallentamento globale sono le motivazioni addotte da Altmaier nel comunicare oggi ufficialmente i dati sul Pil tedesco dopo giorni di indiscrezioni nei quali già era scattato il campanello di allarme presso i maggiori osservatori economici internazionali, inducendoli a rivolgere un appello a Berlino affinché valuti di attivare un piano di stimolo per l'economia, suggerendo un potenziamento degli investimenti quindi della spesa.

La risposta del governo due giorni fa, attraverso il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, che sollecitato ricordava come maggiori investimenti siano già previsti e che non si vede pertanto «la necessità per un programma di stimoli all'economia».

Eppure i numeri tracciano una tendenza inconfutabile: quella ufficializzata oggi è l'ennesima revisione al ribasso rispetto al +2,1% previsto l'anno scorso, la seconda dall'inizio dell'anno. Per il 2020 invece la crescita è stimata a +1,5%. E questo è il messaggio di ottimismo lanciato dal ministro tedesco delle Finanze Altmaier, che ha ricordato gli investimenti a livelli record in infrastrutture, istruzione e ricerca, oltre a menzionare la disoccupazione al 4,6%. L'economia interna – ha detto – resta un pilastro stabile della congiuntura tedesca.

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