In futuro il cibo sarà personalizzato? 

hm, ats

18.10.2021 - 11:00

Nestlé vuole individuare le nuove tendenze.
Keystone

Il futuro è negli alimenti personalizzati, cibo su misura che terrà conto delle condizioni e dell'attività fisica di ciascun consumatore: è l'opinione del Ceo di Nestlé Mark Schneider, che vede anche sempre meno carne nei piatti degli abitanti del pianeta.

hm, ats

18.10.2021 - 11:00

«Coloro che non mangiano carne del tutto sono una minoranza, ma la quota sta crescendo rapidamente», afferma il manager in un'intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. «E tra le persone che optano per una dieta mista, la proporzione di carne è in costante diminuzione».

A suo avviso ciò è una buona cosa, sia dal profilo della salute che da quello della protezione del clima. «La tendenza è chiara e interessa ampie fasce della popolazione: nei paesi più ricchi il consumo di carne pro capite sta già diminuendo».

Secondo Schneider il trend generale è cibo «ancora più vegetale, ancora più attento all'ambiente, ancora più in sintonia con la salute e soprattutto: ancora più personalizzato». Perché «ciò che è buono per me non è necessariamente buono per te».

Da dove nasce questo nuovo approccio?

Nestlé è già oggi attiva nel settore degli alimenti personalizzati per quanto riguarda il cibo per animali: i proprietari di cani possono per esempio farsi inviare a casa prodotti scelti per il proprio amico a quattro zampe.

«È intuitivamente chiaro a ogni proprietario di cani che un animale ha bisogno di cibo diverso a seconda della taglia, dell'età ed dell'esercizio», spiega 56enne. «Un cane che sta molto in giardino non ha bisogno dello stesso cibo di uno che vive principalmente in un piccolo appartamento».

Questo approccio viene ora applicato anche agli esseri umani. «Nel campo delle vitamine ci sono già oggi offerte personalizzate. Negli Stati Uniti si fa così: compili un questionario completo e poi ricevi bustine con vitamine su misura per te. È lì che inizia la cosa. Nei prossimi dieci o vent'anni, questo metodo si estenderà alla dieta normale», si dice convinto il dirigente con doppia nazionalità tedesca e americana.

Come funzionerà?

«La constatazione di base è che ognuno ha esigenze diverse e che queste cambiano anche a seconda del momento: Hai fatto esercizio stamattina o no? Stai lottano contro un raffreddore in questo periodo? Ciò che può essere salutare per me può essere un problema di salute per te. Una persona potrebbe avere le coronarie strette e non dovrebbe assolutamente mangiare carne rossa, un'altra ha una carenza di ferro e ne avrebbe bisogno di più», osserva l'economista con dottorato all'università di San Gallo e MBA a Harvard.

Ma come capire – chiedono i giornalisti – di che cosa ciascuno ha bisogno? «Oggi le analisi del sangue danno un quadro relativamente buono», risponde il presidente della direzione di Nestlé.

«Ma non possiamo farle molto spesso, per ragioni puramente pratiche. Se posso sognare: un giorno il tuo smartwatch sarà in grado di leggere la situazione attraverso la pelle. Allo stesso modo, potrà tenere conto di quanto bene hai dormito, se fa caldo o freddo, o quanto ti sei mosso». Sarà da vedere se lo vorranno tutti, «ma se osservo i giovani posso dire che sono sempre più numerosi quelli che lo vogliono».

Il digitale sarà fondamentale

Per avere questo tipo di offerta ad ampio spettro bisognerà puntare sul digitale. «Con le vitamine, è già così oggi: tu carichi le informazioni e l'algoritmo compila una ricetta per te. Questo non può essere fatto tramite lo scaffale del negozio». E deve essere automatico, non può essere eseguito da 5000 persone a mano, sarebbe troppo caro. «Non sto però dicendo che tutto funzionerà così: in futuro continuerete a comprare molti prodotti di uso quotidiano sugli scaffali dei negozi o nei punti vendita online».

E i tempi del cambiamento? «Tra 10 o 15 anni si saprà molto più precisamente di cosa si ha bisogno», risponde l'intervistato. «Non posso annunciare qui e ora esattamente come costruiremo il nostro modello di affari. Ma ignorare la tendenza sarebbe un grave errore».

Le altre tendenze 

Nella lunga intervista Schneider – alla testa di Nestlé dal gennaio 2017 – parla anche di numerose altre tendenze, dalla carne coltivata ai surrogati vegetali della carne. Questi ultimi (per esempio gli hamburger vegetali) generano un fatturato annuo di 200 milioni di franchi, somma che sale a oltre 700 milioni se si considerato i prodotti finiti come le pizze; in entrambi i casi i tassi di crescita percentuali sono a due cifre.

Il manager prende posizione anche sul nutri-score, il sistema di classificazione dei valori nutritivi alimentari sviluppato in Francia. Non mancano inoltre le indicazioni sulle strade che Nestlé intende battere per raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

Non viene invece affrontato il tema sempre molto dibattuto in Svizzera del suo salario, che nel 2020 pandemico ha raggiunto 10,7 milioni di franchi.

hm, ats