Meno fiducia nella congiuntura elvetica

hm, ats

27.10.2021 - 14:00

Il lavoro non manca mai.
Keystone

Scende la fiducia nella dinamica dell'economia svizzera: gli analisti finanziari si fanno più prudenti riguardo al futuro della congiuntura.

hm, ats

27.10.2021 - 14:00

L'indice sulle prospettive economiche calcolato da Credit Suisse e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti si è attestato in ottobre a 15,6 punti, si evince dai dati pubblicati oggi. Rispetto a settembre vi è stato un calo di 10,1 punti.

Il dato positivo indica comunque che sono ancora più numerosi gli specialisti che nei prossimi sei mesi si aspettano un rafforzamento della dinamica economica di quelli che puntano sull'evoluzione opposta.

L'indice era a +8,3 nel gennaio 2020 e – con lo scoppio della pandemia di coronavirus – era crollato a -45,8 nel marzo 2020, per poi risalire nei mesi successivi; nel maggio di quest'anno era stato toccato il valore record di +72,2 punti e ancora in luglio era a +42,8 punti, prima del brusco arretramento a -7,8 in agosto, seguito da una ripresa in settembre.

Sull'arco del periodo pandemico la curva mostra tre chiari ribassi a V, avvenuti in concomitanza con altrettante ondate del virus.

Convinti che non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale

Tornando al corrente mese di ottobre e scendendo nei dettagli, il 40,6% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 37,5% si aspetta un miglioramento e il 21,9% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 37,5 meno 21,9 = 15,6).

Rispetto a settembre aumentano sensibilmente i pessimisti (+9,1 punti), calano leggermente gli ottimisti (-1,0 punti) e si sfoltiscono le file di coloro che puntano sullo status quo (-8,1 punti).

Quasi immutato, nel confronto mensile, è invece il giudizio sulla situazione congiunturale attuale, con un indice a 50,0 punti (-1,3 punti). Il peggioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi analoga per l'Eurozona (-1,8 punti a 21,9 punti) e Stati Uniti (-11,0 a -3,1 punti), mentre per la Cina le prospettive appaiono più rosee (+4,3, punti a 9,7 punti).

Rientrando nei confini elvetici aumentano gli esperti che si aspettano un incremento dell'inflazione (+3,3 punti al 46,9%). Una quota non indifferente (34,4%) non prevede però cambiamenti e non pochi (18,8%) scommettono su una contrazione.

I tassi sono attesi fermi nel corto termine

I tassi sono attesi fermi nel corto termine (78,1%); nessuno li pensa in calo e solo una minoranza (21,9%) vede all'orizzonte un aumento. Sul lungo termine però il 68,8% ipotizza una progressione: meno consistente è la quota di chi non scorge mutamenti (31,1%), mentre nessuno prende in conto una flessione.

Il 45,2% degli interrogati prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI, mentre il 32,3% punta su valori stabili e il 22,6% su una flessione. Riguardo ai cambi, il 50,0% degli interpellati ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 21,6% si aspetta un indebolimento del franco e il 28,1% un rafforzamento.

Sul fronte della disoccupazione il 9,4% vede una crescita dei senza lavoro, il 59,4% una stagnazione e il 31,2% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 14 e il 20 ottobre, hanno partecipato 32 analisti.

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