Nuove aziende, dopo cinque anni una su due è morta

hm, ats

7.12.2020 - 10:04

Le nuove realtà faticano a trovare il loro spazio.
SDA

A cinque anni dalla loro creazione una metà delle imprese è ancora in attività, l'altra è ormai costretta a chiudere i battenti. Fra le aziende che sopravvivono, molte poche vedono aumentare rapidamente il personale.

È quanto emerge da un'analisi pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Oltre quattro ditte su cinque superano la soglia del primo anno, mentre dopo due anni la quota scende al 70% e dopo tre anni al 60%. I tassi di sopravvivenza sono simili per tutti gli anni considerati nella ricerca dell'UST, ma si osservano grandi differenze in funzione del settore d'attività: ad andare meglio sono le realtà del comparto sanità e servizi sociali, che a titolo d'esempio al termine nel periodo 2013-2018 erano ancora attive per il 64%. Sul fronte opposto, nel ramo alberghi e ristoranti meno di quattro imprese su dieci erano ancora attive dopo cinque anni.

Nel 2018 si contavano in Svizzera 4440 imprese a forte crescita (che nella definizione dell'UST sono aziende con almeno 10 addetti e tassi di crescita annua dell'organico superiore al 10%, non dovuta a fusioni), il che corrisponde al 7% di tutte le società attive con almeno 10 lavoratori. Nell'anno in questione le cosiddette «gazzelle» – cioè ditte a forte crescita che esistono da meno di un lustro – erano 212, per la gran parte (84%) attive nel settore terziario.

L'economia svizzera è caratterizzata da una forte presenza di unità molto piccole. Più della metà delle imprese attive nel 2018 (54%) contava una sola persona occupata, mentre la quota di quelle che ne avevano almeno cinque era pari soltanto al 22%. Sotto l'aspetto della creazione di imprese, le unità più piccole sono particolarmente dinamiche, ma hanno anche meno probabilità di sopravvivere a lungo termine, rileva l'UST.

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