Scende il pericolo di bolla immobiliare, ma è solo effetto della ripresa

hm, ats

11.11.2021 - 16:02

I prezzi degli immobili continuano a salire.
Keystone

Il rischio di bolla immobiliare è sceso in Svizzera, stando al relativo indice calcolato da UBS.

hm, ats

11.11.2021 - 16:02

La flessione è comunque da relativizzare, essendo dovuta al forte aumento dell'attività economica elvetica nella prima parte dell'anno, affermano gli esperti della banca. E in Ticino il pericolo è soprattutto quello di non riuscire a trovare un acquirente.

L'UBS Swiss Real Estate Bubble Index – questo il nome dell'indicatore – si è attestato a 1,34 punti: è in netto calo rispetto agli 1,87 punti del secondo trimestre, ma si conferma nella zona a rischio, che è da 1 a 2 punti, informa informa l'istituto in un comunicato odierno.

L'alta volatilità della performance economica vissuta negli ultimi trimestri ha portato a fluttuazioni estreme dell'indice, spiegano gli specialisti di UBS. Per il quarto trimestre è così atteso un aumento a 1,57 punti. Come noto l'indice può presentare cinque livelli: ristagno (da -3 a -1), equilibrio (da -1 a 0), boom (0-1), rischio (1-2) e bolla (2-3).

La prevista crescita dei rischi è legata ai disequilibri insiti nel mercato: nel periodo luglio-settembre i prezzi delle case d'abitazione sono saliti di quasi il 6% su base annua, la progressione più forte dal 2013. I redditi delle economie domestiche non sono riusciti a tenere il passo e l'indebitamento è aumentato: il volume dei prestiti ipotecari di privati è attualmente del 3% superiore a quello di 12 mesi or sono. Un incremento che, vista la crescita economica, può apparire contenuto, ma che è chiaramente superiore alla media degli ultimi cinque anni, sottolineano gli analisti. Un'accelerazione costituirebbe un segnale d'allarme.

Passando a una visione regionale della situazione, UBS sottolinea tre possibili pericoli: rischi fondamentali (i prezzi delle case non sono più in linea con il reddito delle famiglie e con il livello degli affitti), che concernono distretti nelle regioni di Zurigo, Losanna e Basilea; rischi di surriscaldamento (forte aumento della domanda e prezzi in netto aumento), che riguardano le stesse zone citate prima, con in più Ginevra; rischi di liquidità (troppa offerta rispetto alla domanda, difficoltà quindi di vendere), che interessano nove regioni elvetiche, di cui quattro ticinesi. In pratica tutto il cantone italofono, ad eccezione del Bellinzonese, presenta il rischio in questione. I Grigioni per contro compaiono completamente immacolati nella mappa di UBS.

hm, ats