Quando le aziende svizzere battono bandiera straniera

Gil Bieler

29.7.2020 - 17:27

Ovomaltine, Valser, Toblerone: molti marchi tipici svizzeri sono sotto bandiera straniera. 25 anni fa, la vendita del gruppo Hero, con sede a Lenzburg, ha destato molto clamore.

«Hero assorbita», titolava il «Tagesschau», il Telegiornale della SF DRS il 18 luglio 1995 come primo tema della serata. Alludendo alla notizia di questa azienda alimentare argoviana con sede a Lenzburg - nota soprattutto per le sue marmellate -, «marchio di punta dell'economia svizzera» che passava nelle mani dei tedeschi.

Il gruppo Schwartau con sede nello Schleswig-Holstein, nella Germania settentrionale, controllato dall'imprenditore Arend Oetker, aveva acquisito una partecipazione maggioritaria nel gruppo Hero. In Svizzera, la transazione ha fatto scorrere fiumi di inchiostro: gli analisti hanno criticato «la mancanza di trasparenza dell'intera procedura», come riferito dall'ATS. E anche la «NZZ» ha definito la vendita «molto oscura».

Nell’operazione, tuttavia, non c’era nulla di sorprendente: da diversi anni circolavano voci in tal senso. Oggi lo si può affermare: i peggiori timori non si sono concretizzati. Il marchio Hero è sopravvissuto e la sede di Lenzburg è ancora attiva. Secondo il gruppo, attualmente vi lavorano circa 160 dipendenti.

Tuttavia, molti svizzeri sono cresciuti - e stanno ancora crescendo - con la marmellata, i ravioli in scatola o i rösti pronti all'uso della società Hero, fondata nel 1886. Era, per così dire, il pane quotidiano del Paese. Questo è probabilmente uno dei motivi per cui la vendita ha suscitato tanto scalpore all’epoca.

Pubblicità della Hero per il cinema negli anni '50.

Con l'avanzare della globalizzazione, simili acquisizioni internazionali di aziende e marchi svizzeri sono già diventate un po' la norma. Questa tendenza è stata confermata dalla lotta per l'erogazione di un aiuto governativo d'urgenza a Swiss in seguito alla crisi del coronavirus: la compagnia aerea ha potuto tirare un sospiro di sollievo solo in seguito alla firma in Germania del piano di salvataggio della società madre Lufthansa. In quanto filiale a pieno titolo, Swiss si trovava sulla stessa barca.

Hero e Swiss non sono gli unici esempi: da Valser, a Toblerone o Sugus, nella nostra galleria fotografica, qui sopra, abbiamo raccolto alcuni significativi esempi di marchi svizzeri divenuti internazionali.

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