UBS

Public Eye presenta una denuncia contro la banca svizzera

bt, ats

8.7.2022 - 16:28

L'ong Public Eye ha depositato oggi una denuncia penale contro UBS presso il Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
L'ong Public Eye ha depositato oggi una denuncia penale contro UBS presso il Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
KEYSTONE/MELANIE DUCHENE

L'ong Public Eye ha depositato oggi, venerdì, una denuncia penale contro UBS presso il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). In essa sono documentati possibili casi di riciclaggio di denaro e una possibile lacuna nella sorveglianza in materia di operazioni finanziarie in seno alla banca per impedire questo reato.

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8.7.2022 - 16:28

La denuncia riguarda la condotta di Philippe de Moerloose, un uomo d'affari belga vicino all'ex presidente della Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila, e di UBS a Ginevra e Zurigo, dove il businessman ha ricevuto fondi di «dubbia provenienza», scrive Public Eye in una nota odierna.

L'ong ha sporto denuncia insieme alla Piattaforma di protezione degli informatori in Africa (PPLAAF) e all'associazione UNIS, una rete di lotta alla corruzione. Sollecitato da Keystone-ATS, un portavoce della banca non ha voluto commentare la vicenda.

L'azione legale fa seguito alle rivelazioni dell'inchiesta «Congo Hold-Up», pubblicata a fine 2021 sul sito di Public Eye. Essa rivelava il possibile coinvolgimento di UBS nel riciclaggio di fondi pubblici congolesi sottratti dal clan di Kabila.

Secondo gli autori dell'indagine, de Moerloose, che faceva parte della cerchia del presidente, aveva ricevuto tra il 2012 e il 2013 19 milioni di dollari a Ginevra e Zurigo. In particolare, 7 milioni erano finiti su un conto UBS nella città sulla Limmat, aperto a nome di una società off-shore.

Analizzati milioni di documenti bancari

Diciannove media internazionali e cinque ong avevano potuto analizzare milioni di documenti bancari nell'ambito dell'inchiesta, stabilendo che i fondi milionari provenivano da una società agricola controllata dal clan Kabila per l'acquisto di materiale. Si ritiene però che la loro origine sia costituita da tangenti versate da aziende cinesi a leader congolesi in relazione a un contratto minerario.

L'uomo d'affari belga avrebbe inoltre incassato 12 milioni a Ginevra per la vendita di un immobile a Kinshasa. L'acquirente sarebbe una società di comodo di proprietà della famiglia Kabila. I soldi proverrebbero da un meccanismo di prestiti improprio presso la Banca centrale del Congo.

Le informazioni di «Congo Hold-Up» hanno già dato il via a procedimenti giudiziari in altri Paesi, rammenta Public Eye. La giustizia belga ha ad esempio perquisito il domicilio di de Moerloose nel quadro di un'inchiesta per sospetta corruzione di pubblici ufficiali stranierei.

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