Si apre a Chiasso la mostra «Treni fra arte, grafica e design»

sifo, ats

8.10.2021 - 07:00

René Prou "Poltrone" Collezione privata Alessandro Bellenda
Keystone

La nuova mostra proposta dal m.a.x. museo di Chiasso, presentata ieri alla stampa, ruota attorno all'immagine dei treni nell'arte, nella grafica e nel design. Un viaggio per (ri)scoprire come questo mezzo di trasporto emblematico sia impresso nella memoria artistica.

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8.10.2021 - 07:00

Non è certo un caso che questa esposizione veda la luce proprio a Chiasso, città di frontiera che dal 1932 è un nodo ferroviario internazionale per le connessioni tra Milano e Zurigo. La messa in esercizio della galleria di base del Ceneri nel settembre 2020, nonché l'offerta «Cultura in movimento» che ne decorre, ha avvicinato ulteriormente questi due poli.

La mostra fa parte del «ciclo pilota di mostre che indagano i mezzi di trasporto attraverso l'arte, la grafica e il design», recita una nota del museo.

A presentarla è Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e co-curatrice, che precisa si tratta di «un progetto integrato di mostra con il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Napoli-Portici», ribadendo che ciò significa «concepire insieme la mostra, avere un sistema di relazione e condividere le spese». Questo museo è infatti riconosciuto come il più grande in Europa sul tema della ferrovia e dispone di un parco per i treni, prosegue.

L'esposizione, che si aprirà domenica a Chiasso, dove sarà visibile fino al 24 aprile 2022, si trasferirà al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa dal 22 maggio al 13 novembre 2022.

In collegamento video da Napoli, l'altro curatore della mostra nonché direttore del suddetto museo, Oreste Orvitti, sottolinea come questo progetto sia «unico e prestigioso», a cui aggiunge «il viaggiare e immaginare il viaggio ci appartiene».

I manifesti nel corso degli anni

Il percorso espositivo si snoda in quattro sale, in cui sono presentati diversi manifesti storici originali, cartoline e oggetti di design provenienti da collezioni private e da archivi e prestiti museali, tra cui gli archivi di FFS Historic di Windisch (LU), il Museo dei trasporti di Lucerna o ancora il Museum für Gestaltung di Zurigo.

A farla da padrone sono i manifesti originali presenti nelle diverse sale, attraverso i quali si vede come questi siano stati influenzati dall'arte diffusa in ognuna delle epoche. A cominciare dall'inizio del Novecento nella prima sala con manifesti ferroviari accostati alla rispettiva «bozzetta», provenienti dall'archivio FFS. Quest'ultima non è da intendersi come uno schizzo bensì un vero e proprio dipinto ad olio che a quel tempo veniva presentato sotto questa forma prima di produrre il manifesto, precisa Ossanna Cavadini durante la visita guidata alla mostra. Si tratta di vere e proprie opere d'arte quindi siccome all'epoca «chi diventava grafico, essendo una nuova professione, usciva dall'Accademia delle Belle Arti», prosegue.

L'esposizione mette in scena «il treno come fenomeno di cultura, grazie anche ai manifesti di fine 800 con gli orari integrati» afferma la co-curatrice. Che sottolinea, nel 1900 è la volta dell'entrata delle donne nei manifesti.

Si passa poi all'elettrificazione dei treni nel 1910 nonché alla nascita delle ferrovie di montagna, testimoniate dai manifesti che le ritraggono. Nella sala 3 si presenta la visione degli anni 30 con la nascita della carrozza letto ("train pullman» in francese), dove in particolare «con l'Orient Express il treno entra nella letteratura e nel cinema», spiega la direttrice del museo.

Dagli anni '50 la bozzetta si riduce sempre più in taglia. In questa quarta sala anche un manifesto per le ferrovie francesi del 1976 firmato da Salvador Dalí raffigurante una farfalla «che sta a simboleggiare la velocità», prosegue. Dagli anni '90 è invece la fotografia a diventare determinante nei manifesti.

Oggetti d'epoca e design

Per alcuni la visita alla mostra sarà come fare un salto nel passato per altri, più giovani si tratterà invece di una scoperta, esposti accanto ai numerosi e colorati manifesti e cromolitografie, ci sono molti oggetti parte di treni d'epoca come poltroncine, tavolini, lampade nonché i biglietti dell'epoca con la rispettiva obliteratrice.

Uno sguardo è volto anche al futuro e alla modernità con gli oggetti di design appositamente pensati per i treni o le stazioni, come il tipico orologio di MOBATIME, preso in prestito dal Museum für Gestaltung di Zurigo.

Una grande importanza è data anche alla ricerca del logo delle FFS, che può essere decifrato nel corso della mostra in tutte le sue forme, passate e presenti.

L'esposizione verrà inaugurata domani alle 16:00, al Cinema Teatro di Chiasso, situato di fronte al m.a.x. museo.

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