UBS presa di mira per i suoi rapporti d'affari con il Brasile

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21.6.2021 - 12:01

UBS nel mirino di ONG per i suoi rapporti d'affari con il Brasile (foto d'archivio)
Keystone

Il gruppo bancario UBS, che ha recentemente concluso un partenariato strategico con il Banco do Brasil nell'ambito dell'investment banking, è preso di mira da diverse ONG per i suoi rapporti con attori locali del settore agroalimentare.

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21.6.2021 - 12:01

Questi ultimi secondo le ONG sono contrari ai principi di responsabilità sociale e ambientale (ESG) sostenuti dalla banca nella sua comunicazione.

In un'intervista a Forbes lo scorso dicembre, Sylvia Coutinho, vicepresidente della joint venture UBS BB Investment Bank, non ha fatto mistero della sua intenzione di sostenere le transazioni finanziarie dei principali produttori di carne e soia del gigante sudamericano e di amministrare il patrimonio dei dirigenti di queste aziende.

Da settembre 2020, il numero uno bancario elvetico è affiliato all'Associazione brasiliana dell'agrobusiness (ABAG). Tra i grandi nomi di quest'ultima ci sono la multinazionale dell'industria agroalimentare JBS e il colosso del commercio di materie prime Cargill, entrambi accusati di contribuire alla deforestazione del bacino amazzonico, ricorda O Eco, un sito dedicato al giornalismo ambientale senza fini di lucro.

Il collettivo di giornalisti investigativi sottolinea che il Brasile è il secondo produttore mondiale di carne bovina e il primo produttore di soia, un legume coltivato su una superficie nove volte più grande della Svizzera. Riferisce anche che l'agrobusiness, il quale rappresenta circa un quarto del prodotto interno lordo (PIL) del Brasile, è cresciuto del 24% l'anno scorso, nonostante la pandemia.

Attraverso la sua joint venture, UBS ha accesso al portafoglio clienti del Banco do Brasil, il più grande finanziatore mondiale di agrobusiness, secondo la ONG Forest and Finance.

Deforestazione illegale

O Eco evidenzia in particolare il ruolo di UBS BB Investment Bank nel fornire liquidità al gruppo Scheffer, uno dei maggiori produttori di soia e allevatori di bestiame del Brasile, coinvolto in operazioni di deforestazione illegale nello Stato centro-occidentale del Mato Grosso nell'aprile 2019, identificato come un rischio per gli investitori che partecipano alla raccolta fondi.

La direzione di UBS non ha voluto fornire all'agenzia finanziaria AWP dettagli sulla composizione o l'orientamento della clientela della joint venture, mentre ha affermato di applicare a livello di gruppo tutte le sue direttive e norme in materia di rischi ambientali e sociali.

«Evitiamo transazioni, prodotti, servizi, attività o fornitori nel caso in cui riteniamo che ci siano rischi ambientali e sociali significativi che non possono essere valutati o mitigati in modo affidabile», ha detto un portavoce.

«Non entriamo in rapporti d'affari con controparti o emittenti che, a nostro parere, non tengano conto in modo adeguato, ragionevole e responsabile degli aspetti ambientali e sociali», ha continuato il portavoce, affermando che lo stesso vale per «clienti e transazioni che secondo noi non soddisfano i criteri che abbiamo stabilito per la nostra attività».

Da parte sua, O Eco riferisce che come membro di ABAG, «UBS aiuta anche a finanziare un importante gruppo di sostegno del governo Bolsonaro», il Fronte parlamentare per l'agricoltura e l'allevamento (FPA), un movimento politico che ha non meno di 282 deputati a Brasilia.

Il presidente della FPA Sergio Souza ha recentemente affermato che l'aumento della deforestazione – che a marzo ha raggiunto i 367 km2 – è perfettamente legale, e che la retorica ambientalista dei paesi europei è solo un modo per limitare l'accesso all'agrobusiness brasiliano per proteggere la loro produzione.