Giustizia Zurigo: confermate le condanne per i dipendenti di Gazprombank

ev, ats

25.6.2024 - 10:56

L'edificio che fungeva da sede della Gazprombank a Zurigo.
L'edificio che fungeva da sede della Gazprombank a Zurigo.
Keystone

Il Tribunale cantonale di Zurigo ha condannato oggi quattro dipendenti della filiale svizzera della banca russa Gazprombank a pene pecuniarie sospese con la condizionale per carente diligenza in operazioni finanziarie.

25.6.2024 - 10:56

Ha confermato così il verdetto di prima istanza, emesso nel marzo del 2023. Le indagini dei banchieri sui conti di Sergei Roldugin, che gestivano, sono state inadeguate, ha dichiarato stamattina il giudice.

Il violoncellista e direttore d'orchestra è considerato un confidente di lunga data del presidente russo Vladimir Putin e sarebbe pure il padrino dalla sua figlia maggiore, Maria.

Roldugin nel 2014 ha aperto dei conti presso Gazprombank Schweiz (GPBS), attraverso i quali sono transitati decine di milioni di franchi. La banca li ha poi chiusi nell'autunno del 2016.

Roldugin era un prestanome

«C'erano circostanze che lasciavano pensare che poteva trattarsi di un finanziamento di facciata», ha detto il giudice motivando la sentenza di colpevolezza, contro la quale si può ancora ricorrere al Tribunale federale (TF).

Secondo il tribunale zurighese di secondo grado, sarebbero state necessarie indagini per chiarire come Roldugin avesse ottenuto la partecipazione in una società di media russa con un valore presunto di oltre 100 milioni di franchi.

In poche parole, i quattro non avrebbero quindi controllato a dovere se il musicista fosse il beneficiario effettivo dei conti. Per la procura, Roldugin non sarebbe infatti altro che un prestanome: il sospetto è che in realtà si sia trattato di fondi di persone vicine al Cremlino.

Vista la sua professione, non è stato ritenuto plausibile che Roldugin avesse accumulato una tale fortuna. Inoltre, il denaro è stato rapidamente trasferito all'estero, verso i conti di due società con sede rispettivamente a Panama e a Cipro.

La guerra contro l'Ucraina non c'entra nulla 

Il giudice ha chiarito che il verdetto non ha alcuna matrice politica, né è stato influenzato da motivazioni estranee.

«La nostra decisione sarebbe stata esattamente la stessa se l'avessimo presa prima dello scoppio della guerra in Ucraina», ha garantito, anche perché ci si è limitati a stabilire se i dipendenti avessero violato i loro doveri, mentre chi fosse davvero il beneficiario dei conti e quali rapporti avesse eventualmente con Putin non è stato oggetto del procedimento.

Pene leggermente diminuite

Gli imputati sono il CEO, due membri della direzione e un responsabile della clientela di GPBS, che ha annunciato nell'ottobre del 2022 la fine delle sue attività in Svizzera ed è in fase di liquidazione. I primi tre sono cittadini russi che vivono da tempo nella Confederazione, mentre il quarto uomo ha passaporto elvetico.

La pena più severa è stata inflitta al CEO: gli sono in effetti state comminate 110 aliquote giornaliere da 3000 franchi ciascuna. Gli altri hanno ricevuto a loro volta 110 aliquote, ma comprese fra 350 e 500 franchi.

Si tratta di pene leggermente inferiori a quelle decise in primo grado. Inizialmente, l'accusa aveva chiesto sette mesi di detenzione con la condizionale per i banchieri, mentre la difesa si è battuta per il proscioglimento.

ev, ats