Coronavirus: in Francia caos dati, forse per incendio server

SDA

20.3.2021 - 20:08

La Francia da ieri è senza cifre sull'andamento della pandemia a causa di una serie di "incidenti tecnici" (foto d'archivio)
Keystone

Da ieri la Francia è senza cifre sull'andamento della pandemia, contagi, ricoveri, vaccinazioni e molto altro.

SDA

20.3.2021 - 20:08

La causa – secondo quanto si apprende solo oggi – sarebbero una serie di «incidenti tecnici» direttamente collegati all'incendio 10 giorni fa a Strasburgo di OVH, uno dei più grandi data center d'Europa, che ospita diversi importanti server.

Né il sito del governo, né quello di Santé Publique France hanno aggiornato i dati da giovedì. Soltanto nella tarda serata di ieri, le autorità hanno ammesso l'esistenza di «incidenti tecnici nella catena di comunicazione dei dati. In concreto, al ministero avevano notato «scarti fra i dati ricevuti dalla Sanità» nella giornata di ieri e quelli osservati «a livello regionale». Sarebbe stato individuato, in particolare, un bug che ha portato ad errate identificazioni geografiche di contagiati, pazienti o nuovi vaccinati. Forse a causa dei problemi all'host di server di Strasburgo.

Non solo: le cifre dei giorni precedenti potrebbero essere state falsate, anche perché in qualche caso erano apparse stranamente incoerenti: il numero delle persone risultate positive al tampone lunedì – che normalmente vengono conteggiate 3 giorni dopo – avevano raggiunto il livello record di oltre 38'000. In particolare in 3 dipartimenti dell'Ile-de-France avevano toccato livelli mai sfiorati neppure nelle due precedenti ondate. Nella Seine-Maritime, in una settimana, il livello di contagi sarebbe aumentato dell'incredibile percentuale del 57%.

Per oggi, Santé Publique dovrebbe essere in grado di riprendere gradualmente la diffusione dei dati, ma soltanto dei nuovi contagi e del numero dei vaccinati. Questi «incidenti tecnici» si aggiungono a un problema più datato, di cui si parla da settimane: il numero dei casi quotidiani sarebbe «gonfiato» da mesi a causa di doppioni, in particolare quelli che risultano positivi al tampone rapido antigenico e che poi corrono a farsi testare con il molecolare: in questo caso, una stessa persona verrebbe conteggiata positiva due volte. È stato calcolato che l'incidenza resa ufficiale sarebbe del 10% superiore a quella reale a livello nazionale.