Ecco come All'ETH individuato un metodo per creare energia con le piume di pollo

daoe, ats

20.10.2023 - 12:13

Utilizzando la cheratina presente nelle piume di pollo, ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH) hanno creato una membrana per le celle a combustibile, in grado di generare energia elettrica. (Foto simbolica)
Utilizzando la cheratina presente nelle piume di pollo, ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH) hanno creato una membrana per le celle a combustibile, in grado di generare energia elettrica. (Foto simbolica)
Keystone

Produrre elettricità pulita grazie alle piume di pollo. È l'idea di un gruppo di ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e della Nanyang Technological University di Singapore (NTU).

20.10.2023 - 12:13

Gli scienziati dei due atenei hanno scoperto che è possibile generare energia utilizzando la cheratina, una proteina presente nel piumaggio di questi pennuti, trasformandola in celle a combustibile molto meno tossiche di quelle conosciute e impiegate finora.

Le celle a combustibile, si legge in un comunicato diramato oggi sul sito internet dell'ETH, sono in grado di generare elettricità ricavata dalla reazione chimica tra idrogeno e ossigeno sprigionando calore e acqua e, in futuro, potrebbero svolgere un ruolo fondamentale quale fonte di energia sostenibile.

Il team di ricercatori ha creato una membrana composta per la maggior parte da cheratina biologica, ecosostenibile ma sopratutto disponibile in enorme quantità, poiché le piume di pollo sono composte per il 90% da questa proteina. Secondo gli scienziati, inoltre, ogni anno ne vengono incenerite all'incirca 40 milioni di tonnellate, rilasciando grandi quantità di CO2 e gas tossici come l'anidride solforosa nell'aria.

Il gruppo di ricercatori dell'ETH e della NTU ha ora presentato una domanda per brevettare la nuova membrana di celle a combustibile a base di piume di pollo, ha fatto sapere l'ateneo zurighese. Tuttavia, ci sono ancora alcune sfide da superare prima che questa nuova tecnologia possa essere utilizzata. Secondo l'ETH, in una seconda fase i ricercatori devono ancora verificare la resilienza della membrana di cheratina.

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