Giustizia

Bienne: predicatore libico in tribunale per odio razziale

hs, ats

20.6.2022 - 11:19

Il predicatore libico Abu Ramadan oggi è al tribunale di Bienne (BE) per rispondere di discriminazione razziale e truffa. Durante un sermone del 2017 avrebbe incitato all'odio contro cristiani, ebrei e musulmani sciiti. Avrebbe anche ottenuto prestazioni sociali indebite tra il 2003 e il 2017.
Keystone

Il predicatore libico Abu Ramadan oggi è in tribunale di Bienne (BE) per le accuse di discriminazione razziale e truffa. Durante un sermone avrebbe incitato all'odio contro cristiani, ebrei e musulmani sciiti. Avrebbe anche ottenuto prestazioni sociali indebite.

hs, ats

20.6.2022 - 11:19

Il procedimento legale è stato innescato da una denuncia penale. L'indagine della procura del Giura-Seeland ha richiesto molto tempo. Per prima cosa, un esperto ha dovuto tradurre dall'arabo al tedesco la predica pronunciata durante un sermone nella moschea Ar'Rahman (la misericordia) di Bienne, il 7 luglio del 2017. Poi ha è occorsa una perizia supplementare sull'interpretazione delle affermazioni di Ramadan.

In base a questi elementi, secondo l'ufficio del ministero pubblico regionale il libico, ora 69enne, ha auspicato a più riprese che venissero debellate le persone appartenenti a certi gruppi etnici o che professano certe religioni. Ha quindi incitato all'odio ed è colpevole di discriminazione razziale.

Qualche mese dopo il controverso sermone, l'allora imam della moschea Ar'Rahman ha contestato via stampa di aver incitato all'odio. Egli ha sostenuto di non aver mai pregato Allah «di distruggere i nemici dell'Islam»: le sue affermazioni sarebbero state tradotte male.

La comunità musulmana di Bienne ha sofferto per questa vicenda, che ha avuto una forte eco mediatica. Ritiene importante compiere ulteriori sforzi nella formazione degli imam in Svizzera per evitare tali situazioni.

Abu Ramadan è pure accusato di aver ripetutamente usufruito illegalmente dell'assistenza sociale tra il 2003 e il 2017. Anche queste indagini – nate da una denuncia delle autorità di Nidau (BE), il comune di residenza di Abu Ramadan – sono state «estremamente complesse», ha sottolineato il ministero pubblico. L'accusato non ha collaborato all'inchiesta e in particolare non ha risposto alle domande sul suo reddito.

Il libico aveva dichiarato al comune di non avere né reddito né patrimonio, ma secondo le indagini della procura l'uomo organizzava pellegrinaggi ottenendo così in parte un reddito concreto. L'imputazione di ricezione illegale di prestazioni sociali sarebbe quindi fondata.

Abu Ramadan ha sempre negato le accuse. Per essersi recato in Libia diverse volte senza alcun problema, egli ha già perso il diritto di asilo e lo status di rifugiato ottenuto al suo arrivo in Svizzera nel 1998. Ora usufruisce di un permesso C di domicilio. Se dovesse essere riconosciuto colpevole sarà espulso.

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