COVID-19: l'80% delle infezioni avviene nei luoghi chiusi

ATS

14.11.2020

Immagine d'illustrazione
Immagine d'illustrazione
AP Photo/Rodrigo Abd

I luoghi chiusi, come bar, ristoranti e negozi, sono responsabili dell'80% delle infezioni da Covid-19, ma se si riduce l'affollamento al loro interno il rischio cala notevolmente. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Nature basato sui dati degli smartphone in 10 città statunitensi.

Lo studio coordinato dall'università di Stanford ha mappato la mobilità di 98 milioni di persone, calcolando gli ingressi e il tempo di permanenza in vari tipi di luoghi chiusi. I dati sono poi stati incrociati con gli indici di trasmissione dell'epidemia per elaborare un modello della diffusione del virus.

«I ristoranti sono risultati di gran lunga i luoghi più a rischio - spiega al New York Times Jure Leskovec, l'autore principale della ricerca a cui hanno partecipato anche Northwestern University, Microsoft Research e il Chan Zuckerberg Biohub -, circa quattro volte di più rispetto a palestre e bar, seguiti dagli alberghi».

Più infezioni nelle aree a reddito più basso

Dallo studio è emerso che nelle aree a reddito più basso ci sono più infezioni sia perché i luoghi pubblici sono più affollati sia perché c'è una maggiore mobilità. Le precauzioni per ridurre l'affollamento, spiegano gli autori, sembrano comunque funzionare.

«Limitare l'occupazione dei ristoranti a un quinto della capacità - spiega Leskovec -, ridurrebbe le nuove infezioni dell'80%, pur preservando il 60% dei clienti. Sono considerazioni importanti, questo lavoro sottolinea che non deve essere un approccio 'tutto o niente'».

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