Ecco chi è Un uomo nudo si arrampica sulla statua di Ercole e Caco a Firenze

SDA

24.9.2023 - 14:25

A destra nella foto la scultura di Ercole e Caco di Palazzo Vecchio a Firenze (foto d'archivio).
A destra nella foto la scultura di Ercole e Caco di Palazzo Vecchio a Firenze (foto d'archivio).
IMAGO/Cavan Images

Un uomo nudo e con scritto, sul corpo, «Censurato», è salito stamani sulla statua di Ercole e Caco sull'arengario di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria a Firenze.

Keystone-SDA

Tutto è avvenuto sotto lo sguardo di decine e decine di persone: la piazza stamani è affollata non solo di turisti ma anche di partecipanti di Corri la vita, manifestazione benefica con arrivo proprio in piazza della Signoria.

L'uomo è stato poi fatto scendere dai vigili urbani e portato negli uffici del comando della polizia municipale per essere identificato e per ulteriori accertamenti.

Ecco chi è l'uomo

L'uomo è Vaclav Pisvejc, cittadino ceco noto alle forze dell'ordine come imbrattatore seriale e per aver colpito alla testa con un quadro Marina Abramovic nel 2018. Sul posto intervenuti anche i carabinieri mentre sono stati i vigili del fuoco, con una scaletta, a recuperarlo.

Nel gennaio 2018 il vandalo imbrattò con vernice rossa una scultura dell'artista svizzero Urs Fischer collocata in piazza Signoria e poi il 23 settembre aggredì l'Abramovic nel cortile di Palazzo Strozzi. Nel gennaio 2020 si arrampicò sull'albero di Natale in ferro opera dell'artista Mimmo Paladino installato in piazza Santa Maria Novella.

Nel settembre del 2021 vandalizzò l'installazione temporanea «Albero del Paradiso» di Giuseppe Penone, sempre in piazza della Signoria, lasciando una scritta sulla base.

L'8 marzo 2022 verniciò con i colori della bandiera ucraina il leone rampante di Francesco Vezzoli che si trovava sempre in piazza della Signoria a Firenze mentre quattro giorni dopo dette fuoco al drappo nero che era stato messo, in solidarietà all'Ucraina, sulla copia del David di Michelangelo sull'arengario di Palazzo Vecchio, venendo poi arrestato: fu rimesso in libertà dopo tre giorni, con la misura del divieto di dimora a Firenze