Friburgo

Il tribunale cantonale assolve in appello 27 attivisti per clima

ev, ats

30.11.2022 - 19:52

Attivisti per il clima, membri dei movimenti Sciopero per il clima  e 'Extinction Rebellion, all'apertura del processo davanti al Tribunale della Sarine (foto d'archivio)
Attivisti per il clima, membri dei movimenti Sciopero per il clima e 'Extinction Rebellion, all'apertura del processo davanti al Tribunale della Sarine (foto d'archivio)
Keystone

Il Tribunale cantonale (TC) di Friburgo ha assolto oggi, mercoledì, 27 attivisti per il clima che avevano bloccato l'entrata di un centro commerciale a Friburgo il 29 novembre 2019 in occasione della giornata del Black Friday.

ev, ats

30.11.2022 - 19:52

Il 18 giugno 2021, in primo grado, erano stati condannati a pene pecuniarie.

Il giudice di polizia della Sarine aveva allora inflitto a 30 attivisti, che con la loro azione avevano voluto disturbare il regolare svolgimento delle vendite e denunciare il consumo eccessivo, pene pecuniarie che andavano fino a 400 franchi.

La Corte d'appello penale del TC ha tenuto un'udienza lunedì a Granges-Paccot (FR) in seguito al ricorso degli attivisti. Per la maggior parte, la procedura si è svolta per iscritto. Ma sette attivisti di età compresa tra i 22 e i 32 anni, che il giudice aveva ritenuto colpevoli di coercizione in quanto avevano fisicamente impedito ai clienti di entrare nel centro commerciale incatenandosi ai carrelli, sono comparsi personalmente davanti alla Corte d'appello penale.

Assistiti in appello da sei avvocati friburghesi, losannesi e ginevrini, gli attivisti hanno vinto la causa. I tre giudici della Corte d'appello penale del Tribunale cantonale di Friburgo hanno dapprima assolto tutti gli imputati dall'accusa di violazione della legge sullo spazio pubblico.

Contribuire al dibattito

Il tribunale ha ritenuto che la semplice assenza di autorizzazione a manifestare, e di fare quindi un uso maggiore del dominio pubblico, non possa giustificare una condanna penale quando l'azione di sfilare, in silenzio o scandendo slogan, cerca di contribuire al dibattito sociale sul cambiamento climatico.

In questo caso, la Corte d'appello penale ha fatto riferimento alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) in relazione alla libertà di espressione.

I giudici hanno ritenuto che anche l'azione dei manifestanti, che non si sono limitati a sfilare, scandire slogan o brandire cartelli, ma si sono installati davanti all'ingresso principale del centro commerciale in modo da ostacolarne l'accesso, ma senza violenza e senza causare danni, potesse beneficiare della protezione privilegiata offerta dalla CEDU.

Extinction Rebellion e Sciopero per il clima hanno espresso grande soddisfazione

Per quanto riguarda i sette manifestanti che erano stati condannati dal giudice di polizia per coercizione per essersi incatenati a carrelli della spesa e aver così creato una sorte di barriera simbolica all'ingresso principale del centro, la Corte d'appello penale non li ha ritenuti colpevoli di coercizione.

In effetti la loro azione era stata strutturata in modo tale che gli altri ingressi e le altre uscite del centro commerciale rimanessero accessibili con una deviazione; secondo i giudici l'intensità necessaria per concludere che vi sia stato un atto di coercizione ai sensi del Codice penale non sussiste. Questi sette manifestanti sono stati comunque multati di 150 franchi.

In un comunicato pubblicato oggi, a seguito della sentenza del Tribunale cantonale, i movimenti Extinction Rebellion e Sciopero per il clima hanno espresso grande soddisfazione.

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