Perché quest’uomo trans non può servire il suo paese

AP/tafi

31.3.2020 - 17:24

Nic Talbott sogna il servizio militare sin dalla più tenera età. L’esercito statunitense rifiuta tuttavia la sua richiesta di arruolamento, perché è nato femmina. I comandanti però non gli si oppongono.

A Nic Talbott non mancano di certo gli impegni: lavora come professore supplente, assiste ad alcuni seminari per terminare il suo diploma di master e dà una mano nella fattoria della nonna in Ohio. Si attiene tuttavia a un rigido programma di preparazione psichica e fa sport ogni giorno. Il 26enne vuol essere pronto il giorno in cui gli verrà data una chance per esercitare la professione dei suoi sogni.

Talbot, infatti, non desidera altro che servire la sua patria nelle forze armate statunitensi. Tuttavia la sua candidatura è stata rifiutata perché è trans.

Nel 2016, Talbott ha visto il suo sogno a portata di mano: l'ex presidente Barack Obama dichiarava che le persone trans, già integrate negli effettivi militari, non dovessero più dissimulare la loro identità sessuale. Tuttavia, il suo successore Donald Trump, ha fatto sapere, in un tweet pubblicato nel luglio 2017, appena sei mesi dopo il suo insediamento, che avrebbe soppresso questa direttiva. Secondo l’attuale presidente statunitense, le persone trans non dovrebbero in alcuna maniera far parte delle forze armate.

Quattro ricorsi contro questa decisione sono stati depositati presso alcuni tribunali federali, e Talbott è parte in causa in uno di essi. La giustizia non si è ancora espressa su questi casi, ma la corte suprema degli Stati Uniti ha deciso l’anno scorso che l’interdizione in un primo tempo poteva essere promulgata con entrata in vigore il 12 aprile 2019.

Non è questione di un piano B

Alcune persone trans hanno rinunciato ai loro progetti iniziali e perseguono ora altri obiettivi professionali, ma Talbott vuole assolutamente che il suo sogno d’infanzia si realizzi. «Non ho in mente al momento altre possibilità», spiega. «Io so quello che voglio fare e so anche che migliaia di altre persone trans come me vorrebbero fare lo stesso. Non dovremmo accontentarci di un piano B».

Talbott ha ottenuto il diploma nel 2015 presso l’università di Stato del Kent, situata a circa un’ora di strada dalla sua città natale Lisbon, nell’est dell’Ohio. Lavora attualmente sul suo master in criminologia con specializzazione in sicurezza globale. Prima dell'interdizione decisa da Trump, ha partecipato a un programma di formazione delle forze armate presso alcuni istituti superiori ed università per il reclutamento di ufficiali.

«Lavora veramente duro»

Talbott vorrebbe essere arruolato o nelle forze terrestri o nell’aeronautica, idealmente come poliziotto militare o membro di un’unità d'informazione. Si mantiene in forma, con l’obiettivo di superare gli standard fisici minimi richiesti per ciascun posto a cui si potrebbe candidare.

Sa che può contare sul suo amico d’infanzia Jesse Liggitt, che lavora con lui alla Southern Local High School. «Lui è una delle persone più forti che io conosca», dice Liggitt. «Lavora davvero duro e cerca costantemente di fare progressi».

Talbott abita in una casa annessa alla fattoria di sua nonna. Davanti alla veranda, sventola una bandiera statunitense. Si intravedono all’interno delle foto del giovane in tenuta militare, risalenti al suo periodo di formazione.

«Attacchi gratuiti verso le persone trans»

L’avvocato Jennifer Levi rappresenta Talbott in tribunale a nome del gruppo LGBTQ GLAD (LGBTQ Legal Advocates and Defenders, gruppo di avvocati e difensori dei diritti LGBTQ). Il legale tenta attualmente con i suoi colleghi di accedere a quei documenti e ad altre informazioni che sostengono la decisione del governo Trump di proibire l’esercito alle persone trans, afferma.

Una volta che questo processo sarà terminato, i ricorsi potrebbero essere presentati davanti ai tribunali, forse già quest’autunno. «Crediamo che il nostro caso sia davvero molto solido», dichiara l’avvocato. «Il governo non ha niente in mano, a parte gli attacchi gratuiti verso le persone trans».

I comandanti di quattro rami delle forze armate hanno infatti dichiarato nel 2018 davanti al Congresso che non vedevano alcun ostacolo al fatto che delle persone trans servissero la loro patria. Le conclusioni di un rapporto del Pentagono dello stesso anno sono state totalmente diverse.

Un governo inflessibile

Secondo questo documento, la presenza di individui trans può nuocere all’efficacia operativa delle unità perché i «limiti chiari che distunguono gli standard e principi maschili e femminili svaniscono, laddove esistono». Viene menzionata la coesione delle truppe, l’ordine e la disciplina. Il rapporto menziona ugualmente i costi supplementari generati.

Per questa ragione, il governo ha proibito l'arruolamento nell’esercito a tutte le persone che si siano sottoposte a un trattamento medico di cambio di sesso. I militari trans che effettuano già il loro servizio, devono farlo sotto il genere loro assegnato alla nascita. L’unica eccezione possibile è nel caso in cui la riassegnazione sessuale sia cominciata sotto la vecchia normativa in vigore all'epoca del presidente Obama.

L’età limite per arruolarsi è di 35 anni nelle forze terrestri e di 39 anni nell’aeronautica. Talbott ha ancora di bel po’ di tempo dunque, ma si sente frustrato per la sua attesa. «Ora ho 26 anni», dichiara. «Verrei integrato allo stesso rango di persone di 18, 19 o 20 anni».

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