Strage in Florida, survivalista uccide quattro persone

SDA

6.9.2021 - 08:14

Il ponte del Labor Day statunitense si è macchiato di sangue: un uomo con giubbetto antiproiettile che si definisce un survivalista ha ucciso a colpi d'arma da fuoco quattro persone, tra cui un bimbo tra le braccia della madre, ferendo anche una ragazzina di 11 anni, a Lakeland, in Florida.

Gli agenti dello sceriffo di Polk County (Florida) lavorano sulla scena di una sparatoria che ha lasciato diversi morti.
Gli agenti dello sceriffo di Polk County (Florida) lavorano sulla scena di una sparatoria che ha lasciato diversi morti.
Keystone/The Lakeland Ledger via AP/Michael Wilson

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6.9.2021 - 08:14

L'assalitore ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti, prima di rimanere ferito e di arrendersi, ma in ospedale ha tentato di rubare una pistola ad un poliziotto.

Dopo averlo arrestato, la polizia ha trovato in una casa tre morti: un uomo, una donna e un bimbo, mentre un'altra donna priva di vita è stata scoperta in una casa vicina.

Chi sono le vittime

La ragazzina di 11 anni, colpita da più proiettili, è stata trasportata in elicottero all'ospedale di Tampa per un'operazione urgente. Un altro bambino, inizialmente dato per disperso, è stato trovato vivo e sta bene.

Le vittime sono una coppia, lui di 40 anni e lei di 33, il figlio di solo 3 mesi e la 62enne nonna del neonato, quest'ultima trovata in una abitazione vicina. Nella sparatoria è morto anche il cane della famiglia.

Non si conoscono i motivi della strage

«Quell'uomo è venuto qui per fare una battaglia, ma non sappiamo perchè», ha riferito lo sceriffo della contea di Polk Grady Judd. «E' un codardo, è facile uccidere persone e bimbi innocenti nel cuore della notte quando tu hai un'arma e loro no», ha accusato.

Judd ha poi aggiunto che non è emersa finora alcuna connessione tra il sospetto e le vittime e non ha saputo fornire alcuna spiegazione sul perché il killer abbia scelto proprio quella famiglia. «Sappiamo solo che è un pazzo con un sacco di armi e che ha ucciso gente innocente», ha osservato.

Tutto inizia con una chiamata alla polizia

Tutto è cominciato sabato sera, quando una donna ha chiamato le autorità per segnalare un'auto sospetta parcheggiata davanti alla sua abitazione con un uomo che le aveva detto «Dio mi ha mandato a parlare con una delle tue figlie».

Ma il poliziotto, arrivato sei minuti dopo, non ha trovato né il veicolo né l'uomo. Circa nove ore dopo, è stata segnalata una sparatoria nello stesso luogo. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato un camioncino in fiamme e hanno sentito rumori di spari nel giardino.

«Abbiamo visto un individuo con un giubbotto antiproiettile che ci guardava come se fosse pronto ad una sparatoria», ha raccontato lo sceriffo. Il sospetto è corso immediatamente dentro la casa e «in quel momento abbiamo sentito una raffica di proiettili, una donna che gridava e un bambino che piangeva», ha proseguito.

Prima si arrende ma poi tenta la fuga

Dopo aver tentato inutilmente di entrare dalla porta principale dell'abitazione, dove l'assalitore si era barricato, un agente è riuscito a penetrare dal retro. Ne è seguito un conflitto a fuoco che ha costretto il killer a ritirarsi.

Sono trascorsi, quindi, alcuni minuti di silenzio, prima che l'uomo, ferito, uscisse con le mani alzate. Portato all'ospedale, ha tentato un disperato colpo di coda per afferrare la pistola di un poliziotto.

L'uomo è un survivalista

L'uomo è stato identificato. Si tratta di Brian Riley, 33 anni, un ex marine che vive a Brandon, a circa 30 km dal luogo della strage.

Agli agenti ha detto di fare uso di metadone e di essere un survivalista, ossia una di quelle persone (e negli Stati Uniti ce ne sono molte) che si prepara ad eventi apocalittici, con stili di vita fondati sulla capacità di sopravvivenza.

Sicuramente la scena della sparatoria ha tutto l'aspetto di una apocalisse cittadina, con 4 vittime, finestre frantumate e muri crivellati di colpi, «decine se non centinaia», ha sottolineato lo sceriffo.

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