Terrorismo

11 settembre, famiglie contro Biden: «Pubblichi il dossier segreto»

SDA

6.8.2021 - 17:30

Basta segreti, affermano le famiglie delle vittime.
Keystone

Joe Biden alle prese con l'11 settembre. Il presidente degli Stati Uniti è stretto tra le pressioni per decretare il dossier di 28 pagine nel quale potrebbero essere contenute informazioni sul ruolo dell'Arabia Saudita negli attacchi terroristici del 2001 e quelle per la chiusura del supercarcere di Guantanamo sull'isola di Cuba.

SDA

6.8.2021 - 17:30

Quando manca poco più di un mese alle commemorazioni per il ventennale delle stragi in cui morirono circa tremila persone tra le Torri Gemelle a New York, il Pentagono a Washington e Shanksville in Pennsylvania (dove si schiantò il volo 93 della United Airlines), circa 1800 famiglie delle vittime dicono no alla presenza di Biden a cerimonie ufficiali se prima l'inquilino della Casa Bianca non farà pubblicare le carte rimaste ancora segrete, una promessa da lui fatta già in campagna elettorale e finora non mantenuta.

«Vent'anni dopo - si legge nella dichiarazione delle famiglie - non c'è alcun motivo e non ci può essere alcuna scusa di rischi per la sicurezza nazionale per tenere segrete queste informazioni. Ma se il presidente Biden si sottrae al suo impegno e si mette dalla parte del governo saudita, siamo costretti a prendere una posizione pubblica nell'essere contrari ad ogni partecipazione da parte della sua amministrazione a qualsiasi cerimonia per l'11 settembre».

Nessuna dichiarazione della Casa Bianca

Dalla Casa Bianca al momento nessuna dichiarazione. Tra i documenti che si chiede di desecretare ci sono i risultati di un'inchiesta completata dall'FBI nel 2016, quando si indagò anche sul possibile coinvolgimento di Riad negli attacchi.

I dettagli del dossier, tra l'altro, diventano cruciali per andare avanti nella causa contro l'Arabia Saudita intentata da centinaia di famiglie delle vittime e depositata nel 2017 presso un tribunale di Manhattan. La possibilità di fare causa era già stata approvata dal Congresso nel 2016 , annullando il veto posto dall'ex presidente Barack Obama.

L'altra spina nel fianco di Biden, poi, resta la chiusura di Guantanamo. A ricordagli di rispettare gli impegni sono gli stessi deputati del suo partito. Un gruppo di 75 democratici gli ha infatti inviato una lettera per sollecitarlo a chiudere «una volta per tutte» una struttura che negli anni è diventata il simbolo di torture e violazione dei diritti umani commesse dagli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001.

«Condividiamo la sua convinzione che dopo due decenni e costi enormi è ora che la prigione chiuda e si trovi una soluzione per i detenuti», si legge nella lettera, in cui si chiede quindi di prendere immediatamente tutti i passi necessari. Nella lettera si chiede anche di assicurarsi che tutti i detenuti siano trattati umanamente e che ci sia trasparenza nei processi condotti dalla commissione militare

SDA