L'ex presidente colombiano Uribe ai domiciliari

ATS

5.8.2020 - 20:47

Una manifestazione a Bogotà a sostengo dell'ex presidente colombiano ed attuale senatore, Alvaro Uribe, dopo la decisione della Corte suprema che ha ordinato gli arresti domiciliari nei suoi confronti.
Source: KEYSTONE/EPA/Carlos Ortega

In una decisione senza precedenti nella storia della Colombia, la Corte suprema di Bogotà ha ordinato gli arresti domiciliari per l'ex presidente Alvaro Uribe, accusato di subordinazione di testimoni.

Una vicenda che ha suscitato grande impatto nell'opinione pubblica colombiana, in quanto colpisce il leader politico nazionale più influente degli ultimi 20 anni, mentore dell'attuale presidente Ivan Duque, che è tornato a difendere il suo predecessore invocando una riforma della giustizia.

La decisione della Corte suprema, giustificata dai giudici con l'esistenza di un possibile pericolo di ostruzione della giustizia, è l'ultimo capitolo di una iniziativa giudiziaria promossa dallo stesso Uribe, che nel 2017 presentò una denuncia contro un leader della sinistra, Iván Cepeda, accusandolo di aver tentato di corrompere paramilitari in carcere per testimoniare contro di lui.

Sul caso, la Corte suprema non solo determinò un non luogo a procedere nei confronti di Cepeda, ma raccolse elementi che la spinsero a rivolgere l'accusa di subornazione di testimoni contro lo stesso Uribe.

Uribe: «Profonda tristezza»

«La privazione della mia libertà mi causa una profonda tristezza per mia moglie, per la mia famiglia e per i colombiani che credono ancora che io abbia fatto qualcosa di buono per la mia patria», ha twittato martedì l'ex capo dello Stato, anticipando la notizia ufficiale dell'ordine di arresti domiciliari.

In risposta alla decisione giudiziaria, il partito di Uribe del Centro democratico (destra) si è mobilitato dentro e fuori il Parlamento a sostegno del suo leader con iniziative che hanno scatenato ulteriori polemiche, come quella della senatrice Paola Holguín che ha inviato un audio per chiedere aiuto alla 'riserva attiva' militare colombiana, messaggio interpretato da molti come un'incitazione ad un intervento militare contro la Corte suprema.

Il presidente Ivan Duque, che da giorni esprime parole in difesa di Uribe, ha criticato la decisione della Corte suprema, affermando che l'ex presidente dovrebbe avere la possibilità di difendersi in libertà e sottolineando il bisogno di una riforma della giustizia.

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