Coronavirus: Montenegro secondo in Europa in rapporto a popolazione

SDA

23.11.2020 - 16:12

I funerali del metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, svoltisi senza alcuna regola di protezione, hanno fatto precipitare la situazione nel Paese balcanico.
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Il Montenegro, in rapporto alla popolazione, è secondo in Europa per numero di contagi da Covid-19 su 100 mila abitanti.

Stando infatti ai dati del portale web tedesco 'Statista', il piccolo Paese balcanico, che conta appena 620 mila abitanti, ha un tasso di 4754 contagiati su 100 mila abitanti, secondo solo al Belgio la cui incidenza è di 4803 contagi su 100 mila abitanti. Terzo il Lussemburgo con 4654 contagi su 100 mila abitanti.

Il Montenegro – dove i contagi sono in totale oltre 31 mila – in giugno aveva dichiarato finita l'epidemia dopo 28 giorni consecutivi di zero casi e zero decessi, ma da alcuni mesi, al pari degli altri Paesi della regione, è interessato da una forte ripresa della curva epidemica.

Nel caso del Montenegro al peggioramento della situazione epidemiologica ha contribuito con tutta probabilità anche una lunga stagione di proteste e manifestazioni che hanno visto protagonista in primo luogo la parte di popolazione di etnia serba (quasi un terzo del totale), insoddisfatta di una nuova legge religiosa ritenuta discriminatoria e ostile nei confronti della Chiesa ortodossa serba, da sempre molto popolare e largamente diffusa in Montenegro.

Innumerevoli raduni, cortei e processioni si sono svolti in massima parte senza l'osservanza delle misure di prevenzione anti-Covid, con migliaia di partecipanti senza mascherina e incuranti del distanziamento fisico prescritto. Comportamenti questi stigmatizzati a più riprese dalla dirigenza di Podgorica, e che hanno portato spesso a tafferugli e scontri con le forze dell'ordine locali, mentre diversi esponenti religiosi della Chiesa ortodossa serbi sono stati arrestati o si sono contagiati con conseguenze più o meno gravi.

È accaduto anche al metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, colpito pesantemente dal virus e morto a fine ottobre per le gravi complicazioni intervenute. In quell'occasione si sono ripetute scene e comportamenti di totale irresponsabilità da parte di migliaia di cittadini e fedeli, accorsi in massa e senza alcuna prevenzione a rendere omaggio alla salma di Amfilohije, chinandosi per baciarla, sfidando ogni appello alla prudenza.

Le cerimonie funebri ai funerali solenni del primo novembre a Podgorica sono state presiedute dal patriarca serbo Irinej, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, e in quella occasione con ogni probabilità il 90enne Irinej si è contagiato. Tornato a Belgrado, il patriarca è risultato positivo al Covid-19, è stato ricoverato in un ospedale militare dove è deceduto il 20 novembre per le gravi complicazioni intervenute.

A Belgrado, anche se forse con minore intensità, si sono ripetute le scene in chiesa con poca cura della prevenzione anti-Covid, e con tanti che si sono avvicinati e chinati per baciare la salma del patriarca. Risulta peraltro sconcertante come, nel rispetto della liturgia ortodossa, durante le celebrazioni si offra vino consacrato ai fedeli che si avvicinano al sacerdote e bevono da un solo cucchiaio utilizzato per tutti.

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