Italia: Draghi accetta e avvierà le consultazioni, tensione tra i partiti

SDA

3.2.2021 - 22:14

epa08984417 Former president of the European Central Bank (ECB) Mario Draghi delivers a speech after a meeting with the Italian President Sergio Mattarella at the Quirinal Palace in Rome, Italy, 03 February 2021. Draghi accepted on the day a mandate from the Italian president to form a national unity government after the previous coalition collapsed. EPA/ROBERTO MONALDO / POOL
Mario Draghi
EPA/ROBERTO MONALDO / POOL

In Italia la crisi sanitaria «colpisce la vita delle persone, l'economia e la società» ed è in nome di questa consapevolezza che Mario Draghi accetta la sfida di formare un nuovo governo.

«Fiducioso» di poterlo far nascere nel segno dell'unità invocata dal Capo dello Stato e di poter dare «risposte all'altezza della situazione».

L'ex presidente della Bce sale al Quirinale a metà mattina e accetta con riserva l'incarico affidatogli da Sergio Mattarella. Dovrà prima vedere se riuscirà a coagulare il consenso necessario a sostenerlo: solo il Partito democratico (Pd) e Italia Viva (IV) per ora si schierano apertamente per lui. La Borsa però apprezza e lo spread Btp-Bund chiude in forte calo, a quota 105 punti.

Draghi spiega di volersi rivolgere «innanzitutto» al Parlamento e dunque necessariamente si confronterà con i partiti. Ma dialogherà anche con le forze sociali, è la promessa che apre a una stagione di concertazione con imprese e sindacati.

Tempestività, ma anche approfondimento

La tempestività dell'azione è per il presidente della Repubblica un fattore chiave, ma l'ex banchiere centrale avvierà le consultazioni prendendosi qualche ora in più per far decantare il quadro.

Sceso dal Colle, Draghi assolve ai riti previsti in queste occasioni: va a colloquio con i presidenti delle Camere e poi anche a Palazzo Chigi per incontrare Giuseppe Conte. Si ferma un'ora, più o meno quanto è durato anche il faccia a faccia con Mattarella; poi torna a Montecitorio per compiere di persona il sopralluogo in vista degli incontri con le forze politiche.

La partita che dovrà giocare sul tavolo politico non si preannuncia facile: l'ipotesi di un esecutivo tecnico, seppure dei 'migliori', vede la levata di scudi della gran parte del Movimento Cinque Stelle (M5S), attraversato da molti distinguo. Il fuoco di sbarramento parte subito e mette nel mirino lo stesso Draghi.

L'incontro online dei vari gruppi

All'ora di pranzo i gruppi si riuniscono online e vanno a vanti a lungo: parla Vito Crimi che mette in guardia da esecutivi tecnici dal dna «freddo e calcolatore». Si rivendica la forza determinante in Parlamento dei numeri: senza i M5S qualsiasi premier faticherebbe ad andare avanti. Anche se Forza Italia mollasse il centrodestra, dando vita a una maggioranza Ursula.

«Leali a Conte», scrive Beppe Grillo nella chat dei parlamentari negli stessi minuti in cui è in corso il colloquio fra Draghi e Conte a Palazzo Chigi. Ma poco dopo interviene Luigi Di Maio: invoca compattezza e, soprattutto, un governo politico. In questione – dice aprendo uno spiraglio – non è la figura dell'ex banchiere centrale, che bene ha fatto a rispondere all'appello di Mattarella. Possibile che alla fine si arrivi ad un voto su Rousseau, la piattaforrma online.

L'"alto profilo» dell'esecutivo che Draghi è chiamato a guidare deve essere d'altro canto ancora disegnato: i numeri per uno esclusivamente tecnico non sembrano esserci, al momento. Ma la mappa in Parlamento potrebbe cambiare qualora nella compagine di governo entrassero anche dei politici. E chissà che non possa rientrare in altro ruolo lo stesso Conte: chi fra i pentastellati gli ha parlato riferisce però di una sua indisponibilità.

Le varie posizioni

Trovare una posizione comune nella maggioranza che ha sostenuto Conte nell'estremo tentativo di dare vita al ter è l'obiettivo al quale punta Nicola Zingaretti, anche in vista dei futuri appuntamenti elettorali: il segretario del PD, che parla di «una fase nuova», chiede un incontro a M5S e Liberi e Uguali (LeU, niente Italia Viva, con cui si è consumata la rottura).

L'appuntamento è a poche ore di distanza e sempre dal Nazareno, che pure registra qualche tensione all'interno del partito, arriva l'appello di Dario Franceschini ai cinquestelle nella consapevolezza che il Pd «con il suo 11% in Parlamento» non basta, come dice il vicesegretario Andrea Orlando. Tutte le forze politiche d'altro canto lo sanno, Mattarella è stato chiaro: l'alternativa a un governo Draghi sono solo le urne. E molti parlamentari non sarebbero rieletti.

Parallelamente si muove il centrodestra, sempre alle prese con la medesima questione: il partito guidato da Silvio Berlusconi è il più sensibile al richiamo dell'ex numero uno della Bce. «Andiamo ad ascoltarlo, poi decideremo insieme», avrebbe detto il Cav nel corso dell'ennesimo vertice convocato per cercare di serrare le fila.

Ma mentre Salvini continua a mostrarsi oscillante, Giorgia Meloni ipotizza un'astensione come massimo sacrificio sull'altare dell'unità.

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