Fondatore di Emergency

È morto Gino Strada

sam

13.8.2021

epa02112225 The founder of the humanitarian organization Emergency Gino Strada, during a press conference Sunday, April 11, 2010 in Milan, concerning the three operators of the humanitarian organization who were arrested 10 april in the hospital of Lashakar-Gah in Afghanistan. EPA/MILO SCIAKY
Il fondatore di Emergency, Gino Strada
KEYSTONE

Il fondatore di Emergency, Gino Strada, è morto all'età di 73 anni. Soffriva di problemi cardiaci da tempo. Lo ha anticipato l'agenzia di stampa ANSA, la quale cita fonti vicino alla famiglia.

sam

13.8.2021

Luigi (ma conosciuto come Gino) Strada è nato il 21 aprile 1948 a Sesto San Giovanni ed è stato un medico, attivista e filantropo italiano. Si era specializzato in Chirurgia d'emergenza dopo la laurea in medicina ottenuta alla Statale di Milano. E ben presto la sua vocazione lo porterà in giro per il mondo, in territori difficili.

Nel 1988 inizia infatti a lavorare con la Croce Rossa all'assistenza dei feriti di guerra. Un'esperienza che lo porta in Pakistan, Etiopia, Thailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia e ancora in Bosnia.

Poi nel 1994 capisce che vuole fare di più e fonda, assieme alla moglie e ad alcuni colleghi e amici, la ONG italiana Emergency, un'associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che ha fornito assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in 16 paesi nel mondo.

Il suo impegno lo porterà a scontrarsi con i potenti della terra

Come scrive il portale La Stampa, dando l'annuncio della sua morte, «il suo impegno contro le mine antiuomo e contro i conflitti, lo porterà a scontrarsi con i potenti della terra, mai risparmiati dalle invettive di Strada, il cui pacifismo integrale fu scambiato a volte per una neutralità che in tempi di guerra non viene perdonata».

La Stampa che aggiunge anche: «Per un triste scherzo del destino Gino Strada se ne va proprio quando il suo Afghanistan torna a essere una notizia nelle prime pagine di tutto il mondo. Per lui non aveva mai smesso di esserlo: 'C’è una guerra da 20 anni e nessuno ne parla', aveva detto di recente».

E proprio oggi, sulle pagine cartacee del quotidiano italiano, era stato pubblicato l'ultimo articolo di Gino Strada, dal titolo: «Così ho visto morire Kabul».

«Nessuno se l’aspettava. È una perdita per il mondo intero»

«Nessuno se l’aspettava. Siamo frastornati e addolorati. È una perdita enorme per il mondo intero. Ha fatto di tutto per rendere migliore il mondo. Ci mancherà tantissimo», ha dichiarato la presidente di Emergency, Rossella Miccio, che ha annunciato nelle prossime ore una nota dell'organizzazione.

La figlia Cecilia, che ha saputo della morte del padre mentre navigava nel Mediterraneo per salvare vite umane di migranti in fuga, ha scritto un post su Facebook: «Amici, come avrete visto il mio papà non c'è più. (...) Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere... beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre».

Il post della figlia Cecilia.

Facebook

Emergency: «È morto felice»

«Tra i suoi ultimi pensieri, c'è stato l'Afghanistan, ieri. È morto felice. Ti vogliamo bene Gino.» Così Emergency ricorda il suo fondatore Gino Strada. «Non riusciamo a pensare di stare senza di lui, la sua sola presenza bastava a farci sentire tutti più forti e meno soli, anche se era lontano», il messaggio della ong, pubblicato su Facebook.

«Il nostro amato Gino – si legge nel post – è morto questa mattina. È stato fondatore, chirurgo, direttore esecutivo, l'anima di EMERGENCY. ‹I pazienti vengono sempre prima di tutto›, il senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Gino. E a conoscerlo meglio si vedeva che sapeva sognare, divertirsi, inventare mille cose».