Elezioni: l'Afd vola alto nell'est della Germania

ATS

1.9.2019 - 20:18

Nelle due elezioni regionali svoltesi nell'est della Germania, in Sassonia e in Brandeburgo, l'AfD ha fatto un notevole balzo avanti, ma i due grandi partiti al governo a Berlino, Cdu e Spd, rimangono in testa.

Il partito cristiano-democratico (Cdu) della cancelliera Angela Merkel e quello socialdemocratico (Spd) al momento senza una guida hanno conservato il primato nelle rispettive roccaforti che governano da tre decenni, ma hanno subito perdite destinate a scuotere Berlino.

Triplicati i risultati delle regionali del 2014

In Sassonia, la regione con capoluogo Dresda e la più popolosa fra le due in cui si è votato, secondo proiezioni l'Afd ha raccolto il 27% dei voti, tre volte di più rispetto al 9,7% che ebbe nelle precedenti regionali del 2014. La Cdu, perdendo sei o sette punti rispetto al 39,4% di cinque anni fa, si confermata primo partito col 32-33% dei consensi.

Era però in Brandeburgo, la regione che circonda Berlino, che i sondaggi avevano prospettato un testa a testa tra formazione xenofoba e un pilastro della democrazia tedesca, la Spd che fu di Willy Brandt ed Helmuth Schmidt. Qui l'Afd avrebbe raddoppiato i consensi passando dal 12,2% del 2014 ad un attuale 23-24%. Ma i socialdemocratici, pur perdendo sei punti, avrebbe raccolto il 27%: un margine risicato, ma dunque senza sorpasso.

Prosegue il trend positivo dei Verdi

In entrambe le regioni i Verdi hanno proseguito il loro trend positivo trainato dalle preoccupazioni dei tedeschi per i cambiamenti climatici ottenendo il 10% in Brandeburgo (+4 punti) e l'8,5% in Sassonia (+2 punti). Soprattutto in Sassonia, dove peraltro la Sinistra sarebbe in calo di otto punti al 10,5%, sarà problematico proseguire la Grande coalizione al governo a Dresda.

Disillusione per i risultati dell'unificazione tedesca?

Tutte le analisi della vigilia hanno spiegato la prevista avanzata dell'Afd con la disillusione dei tedesco orientali per sviluppo e risultati dell'unificazione tedesca del 1990: fra l'altro le disparità salariali e pensionistiche, assieme alle paure alimentate delle migrazioni, sono stati fra i temi su cui hanno insistito i populisti di destra.

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