Nei piani del complottista Daillet anche un «colpo di Stato»

SDA

28.10.2021 - 11:31

Remy Daillet-Wiedemann
Keystone

C'era anche un «colpo di Stato» e la «presa dell'Eliseo» nei piani del «complottista» francese Rémy Daillet-Wiedemann, accusato nella vicenda del rapimento della piccola Mia e ora anche di associazione per delinquere a scopo terroristico.

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28.10.2021 - 11:31

Cinquantacinque anni, padre di 7 figli, Daillet è in carcere da giugno per complicità nel rapimento di Mia, 8 anni, da parte della madre. Le due furono ritrovate in uno «squat» a Sainte-Croix, nel canton Vaud.

Stando a rivelazioni di Le Parisien, un'inchiesta dei servizi ha messo in luce i tentativi del «guru complottista» di costituire un'organizzazione paramilitare e di lanciare una cosiddetta «Operazione Azzurro». Della fantomatica formazione avrebbero fatto parte gruppuscoli sparsi sul territorio, composti da elementi dell'ultradestra complottista in guerra contro il «governo genocida del vaccino che uccide». «Ineluttabile – secondo le affermazioni on line di Daillet – una rivolta popolare».

I complici del rapimento facevano parte della banda che ha aiutato Daillet ad organizzare il rapimento di Mia, e uno di loro aveva organizzato anche un raid di gilet gialli negli studi della tv BFM nel settembre 2020. In Alsazia, alcuni aderenti alle cellule di Daillet simpatizzanti di Hitler avevano l'obiettivo di far esplodere i locali di una loggia massonica.

Daillet, ex dirigente dei centristi del MoDem, poi espulso dal partito di François Bayrou, si era rifugiato in Malaysia da dove è stato estradato a giugno.

Il progetto di prendere il controllo dell'Eliseo, secondo le «istruzioni» circolate su Internet, era stato affidato a due ex militari che avrebbero dovuto organizzare un «reclutamento». Il piano prevedeva anche lo schema di attacco al palazzo presidenziale, con i dettagli sui vari reparti di assalitori, dai granatieri ai cecchini, in tutto 300 persone con armamenti di fortuna ed esplosivi artigianali. Avrebbero fatto seguito, la conquista dell'Assemblée Nationale e del Senato, poi del ministero della Difesa con contemporanea occupazione di radio e tv.

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