Laurent Wauquiez ha annunciato questa sera in diretta al telegiornale di TF1 le sue dimissioni da presidente della destra moderata francese dei Républicains, che ha ottenuto un risultato ai minimi storici alle europee di una settimana fa (8,48%).
«Le vittorie sono collettive, le sconfitte sono solitarie – ha detto Wauquiez – devo assumermi le mie responsabilità. Prenderò le distanze. Mi ritiro dalle mie funzioni di presidente dei Républicains».
Da una settimana, Wauquiez era sotto pressione da più parti, le sue dimissioni erano state chieste da molti leader della destra: «dobbiamo ricostruirci – ha detto Wauquiez – e io non voglio essere un ostacolo, a nessun prezzo».
Presidente della regione Auvergne-Rodano-Alpi, ex ministro durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, Wauquiez, 44 anni, era stato eletto ad ampia maggioranza alla guida del partito nel dicembre 2017, con tre quarti dei voti. Pesante l'eredità di François Fillon, il leader che aveva fallito la corsa alle presidenziali travolto da scandali personali per gli incarichi parlamentari concessi a propri familiari.
Fin dall'inizio del mandato, Wauquiez era stato oggetto di critiche per la sua linea molto a destra e per una guida considerata monocratica del partito. Nel 2018, la vicenda delle critiche, anche molto aperte, a diverse personalità della politica, registrate da alcuni studenti a sua insaputa durante un discorso e messe online.
Altra decisione molto criticata, la scelta di François-Xavier Bellamy, insegnante di 33 anni, alla guida della lista Républicains alle europee. In questi giorni, numerosi studi sui flussi del voto hanno mostrato che sono stati molti gli elettori di destra che hanno dirottato le loro preferenze su La République en Marche di Emmanuel Macron.
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