G20, oggi incontro tra Blinken e l'omologo cinese Wang Yi

SDA

31.10.2021 - 08:28

La tensione è alta tra le due maggiori economie del mondo, contrapposte su più fronti, tra cui il commercio, i diritti umani, Taiwan e la pandemia di Covid-19.
Keystone

Il capo della diplomazia americana Antony Blinken incontrerà oggi il suo omologo cinese Wang Yi a margine del G20 di Roma. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano.

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31.10.2021 - 08:28

Si tratta del secondo incontro tra i due, nel mezzo delle tensioni sino-americane. Il precedente si era svolto lo scorso marzo in Alaska e la delegazione cinese aveva rimproverato la parte americana davanti alle telecamere.

La tensione è alta tra le due maggiori economie del mondo, contrapposte su più fronti, tra cui il commercio, i diritti umani, Taiwan e la pandemia di Covid-19.

All'inizio di questa settimana, la Federal Communications Commission (Fcc) degli Stati Uniti ha concesso a China Telecom America 60 giorni per chiudere i suoi servizi sul suolo americano, dove l'azienda cinese è presente da vent'anni. Pechino ha denunciato una «repressione dolosa» con un provvedimento che «compromette il clima di cooperazione» tra i due paesi.

I contrasti si sono moltiplicati negli ultimi giorni tra Cina e Stati Uniti sul destino di Taiwan, isola che gode di un sistema democratico e ha propri governo, moneta ed esercito. Tuttavia, il territorio non ha mai proclamato l'indipendenza formale. Pechino minaccia di usare la forza se lo farà.

Questa settimana il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha confermato la presenza sul suo territorio di un piccolo numero di soldati americani venuti per addestrare il suo esercito e ha detto di «confidare» negli Stati Uniti per difendere la sua isola contro la Cina.

Anche Blinken ha suscitato le ire di Pechino invocando martedì una «partecipazione significativa» di Taipei negli organismi dell'Onu e sulla scena internazionale. Il presidente Joe Biden ha anche affermato che gli Stati Uniti hanno «un impegno» a difendere militarmente Taiwan in caso di attacco cinese, che sembra rompere con «l'ambiguità strategica», sebbene la sua squadra abbia successivamente negato qualsiasi cambiamento di politica.

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