La Regina assente per la prima volta al sinodo della Chiesa d'Inghilterra

SDA

16.11.2021 - 22:03

La regina Elisabetta II in una foto d'archivio
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE

La regina Elisabetta ha oggi saltato per la prima volta in 51 anni di storia una cerimonia d'apertura del sinodo generale quinquennale della Chiesa d'Inghilterra, di cui è nominalmente capo.

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16.11.2021 - 22:03

Un'assenza attesa, confermata da Buckingham Palace nei giorni scorsi sullo sfondo del periodo di riposo imposto alla 95enne sovrana dai medici di corte fin da ottobre, e poi protrattosi per diverse settimane.

Ma un assenza che il suo figlio quartogenito Edoardo, conte di Wessex, incaricato di rappresentarla nella circostanza, ha tenuto in qualche modo a giustificare di fronte a vescovi, ecclesiastici e delegati.

Sua Maestà non è presente di persona «e io credo che voi comprendiate il perché», ha detto Edoardo all'assemblea generale – formata da uomini e donne – della confessione anglicana. Ella manda «le sue più profonde scuse per non poter essere qui», ha aggiunto, per una rinuncia fatta con sentito «rammarico».

Il messaggio della Regina

La monarca ha comunque trasmesso un messaggio al sinodo in cui ha evocato la «sofferenza» patita da molti durante la pandemia da Covid e la «speranza» offerta al contempo dalla Chiesa e dalla fede che ella professa.

«Naturalmente – secondo le sue parole – in una società moderna e ricca di differenze il benessere della nazione dipende dal contributo di persone di tutte le fedi o di nessuna fede; ma per chi crede questi ultimi anni sono stati una prova particolarmente dura, con restrizioni senza precedenti all'accesso al conforto della preghiera e delle liturgie pubbliche».

«Per tanti – ha proseguito Elisabetta II attraverso la voce del principe Edoardo – è stato un tempo di angoscia, di sofferenza e di stanchezza; tuttavia il Vangelo ci ha portato speranza, come ha sempre fatto attraverso i secoli. E la Chiesa ha saputo adattarsi continuando a offrire il suo ministero in modi spesso nuovi come con le forme di liturgia digitale».

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