«Ceceno ucciso a Berlino su mandato di Mosca»

ATS

18.6.2020 - 21:30

La procura generale di Karlsruhe ha rinviato a giudizio il russo sospettato dell'omicidio dell'ex guerriero ceceno ucciso a Berlino dieci mesi fa. Ritenere che dietro il delitto ci sia un mandato di Mosca.
Source: KEYSTONE/EPA/ULI DECK / POOL

Svolta in Germania nelle indagini sull'ex guerriero ceceno ucciso a Berlino dieci mesi fa: la procura generale di Karlsruhe ha rinviato a giudizio il russo sospettato dell'omicidio, aggiungendo di ritenere che dietro il delitto ci sia un mandato del governo russo.

E il caso fa scendere di nuovo il gelo nei rapporti far Berlino e Mosca. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha annunciato la possibilità di nuove sanzioni e ha convocato l'ambasciatore russo Serghiei Nechayev per giovedì prossimo. È stato lo stesso diplomatico però a respingere le accuse, ritenute «prive di fondamento».

Il 23 agosto scorso un cittadino georgiano di origine cecena di 40 anni, in possesso di regolare permesso di soggiorno in Germania, fu ucciso nel Tiergarten di Berlino. Per l'omicidio fu arrestato subito dopo un cittadino russo, tuttora in custodia cautelare. L'uomo, stando alle ricostruzioni della procura, si sarebbe messo in viaggio per Berlino il 20 agosto, usando dei documenti falsi. Dopo aver ricevuto l'incarico per la missione, sarebbe volato da Mosca a Parigi, per poi spostarsi a Varsavia e arrivare da lì nella capitale tedesca. Il sicario accostò la sua vittima in sella a una bicicletta: con una pistola lo colpì una prima volta alla parte superiore del corpo, e poi altre due alla testa. Cosa avrebbe spinto l'accusato a colpire non è ancora chiaro: «O un compenso finanziario o la condivisione delle idee politiche di chi gli ha commissionato l'omicidio, e quindi l'obiettivo di far fuori un avversario politico, vendicando il fatto che avesse partecipato al conflitto contro la Russia», hanno affermato in Procura.

Dopo la notizia degli sviluppi giudiziari della vicenda, il ministro degli Esteri ha fatto convocare l'ambasciatore russo per ribadire con chiarezza la posizione tedesca. L'omicidio era già stato occasione di turbolenze diplomatiche fra Russia e Germania: Berlino espulse due diplomatici, accusando Mosca di non collaborare a fare chiarezza sul caso. Mossa a cui rispose in modo simmetrico il Cremlino, cacciando due diplomatici tedeschi. Il caso del georgiano non è certo l'unico fronte aperto con Putin. Oltre alla questione ucraina, dossier che da anni tende i rapporti con la Germania e l'Ue, proprio recentemente Angela Merkel ha rivelato, rispondendo a una domanda di un parlamentare nel Bundestag, di essere stata bersaglio di un'operazione di hackeraggio da parte dei russi. Altrettanto costante però è lo sforzo di mantenere il dialogo e di migliorare il rapporto con Mosca.

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