Roghi in Russia

Greenpeace: «In Siberia l'incendio più grande del mondo»

SDA

12.8.2021 - 18:56

Gli incendi nell'est della Siberia si stanno propagando da settimane.
Keystone

L'incendio che infuria da settimane nel nordest della Siberia ha raggiunto un livello senza precedenti, con le fiamme che devastano un territorio pari a tutti gli altri incendi del mondo messi insieme.

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12.8.2021 - 18:56

Lo denuncia Greenpeace Russia al «Moscow Times», stimando che questo incendio potrebbe diventare il più grande nella storia documentata del pianeta.

In Jacuzia, la regione più grande e più fredda della Russia, il fumo denso e acre copre gli insediamenti e raggiunge le città a migliaia di chilometri di distanza e la settimana passata, per la prima volta nella storia, ha raggiunto persino il Polo Nord.

Il più grande di questi incendi ha superato 1,5 milioni di ettari, ha detto il responsabile forestale del gruppo ambientalista. «Questo incendio deve crescere ancora di circa 400'000 ettari per diventare il più grande nella storia documentata», ha sostenuto Alexey Yaroshenko.

«È impossibile contenere il fuoco attraverso gli sforzi umani: i vigili del fuoco dovrebbero spegnere le fiamme su una linea lunga 2'000 chilometri». Solo la pioggia potrebbe fermare o rallentare significativamente l'incendio, ha detto Yaroshenko, ma le precipitazioni attuali sono troppo deboli per farlo. «Nella migliore delle ipotesi potremmo salvare gli insediamenti e le infrastrutture che si trovano nel percorso del fuoco», ha spiegato.

Gli esperti dicono che il rapido riscaldamento del clima della Jacuzia – la regione ha visto la sua temperatura media annuale aumentare di 3 gradi dall'inizio del XX secolo – combinato alla siccità record in 150 anni e a venti forti ha trasformato la sua vasta foresta di taiga in una polveriera.

Le pratiche forestali dannose sono poi un fattore chiave dietro la diffusione senza precedenti degli incendi, ha detto l'esperta di Greenpeace Yulia Davydova, poiché le autorità regionali non sono tenute a spegnere gli incendi nelle cosiddette «zone di controllo», ovvero aree lontane dagli insediamenti umani. Il disboscamento, sia illegale che legale, è un'altra causa comune, secondo i nuovi dati acquisiti da Greenpeace.

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