Nell'attacco a Rushdie

Il giornalista che cercava la calma, ma si è trovato al centro dell'azione

di David Bauder, AP

14.8.2022

Il reporter Joshua Goodman voleva allontanarsi dalle notizie per un giorno, recandosi in una zona idilliaca e spirituale dello Stato americano di New York. Invece si è ritrovato a usare il suo cellulare per raccontare in diretta, senza tanti complimenti, l'attacco a Rushdie.

di David Bauder, AP

14.8.2022

Il giornalista dell'AP Joshua Goodman aveva voglia di riposare e di prendersi una pausa dalle notizie. Così negli scorsi giorni si è recato con la famiglia alla Chautauqua Institution, nello Stato occidentale di New York, nota per i ritiri, dove ha affittato una casa nella tenuta.

Durante la giornata di venerdì ha partecipato a una conferenza, che vedeva protagonista lo scrittore Salman Rushdie. Che, improvvisamente, poco prima del suo intervento è stato attaccato.

Goodman, corrispondente dall'America Latina, non poteva di certo stare con le mani in mano, anche solo per deformazione professionale. Ma aveva con sé solo il suo cellulare per riferire di quanto stava succedendo.

Così, per caso, Goodman è diventato il testimone oculare di un evento inaspettato. «È stato molto surreale, è l'unico modo per descriverlo», ha detto Goodman. «Era l'ultimo posto in cui ci si aspettava di vedere una cosa del genere». Un luogo in cui molti non chiuderebbero nemmeno la porta di casa di notte, ha spiegato su Twitter.

L'istituzione Chautauqua dista più di un'ora di macchina dalla grande città più vicina, Buffalo. Lì i visitatori possono dedicarsi alla riflessione spirituale e all'approfondimento. Goodman ha approfittato del suo soggiorno per imparare a navigare.

Giovedì sera (ora locale), insieme ai membri della sua famiglia, ha arrostito marshmallow e osservato la luna piena sul lago Chautauqua. A livello locale, l'appuntamento con Rushdie era il momento clou della settimana. Poco prima dell'inizio, il 46enne Goodman è arrivato all'anfiteatro designato.

Le minacce di morte

Tra il pubblico si sapeva che c'erano state minacce di morte contro Rushdie, dato che in Iran c'è una taglia di oltre tre milioni di dollari su di lui. Aveva a che fare con il libro di Rushdie «I versi satanici». I presenti hanno addirittura scherzato dicendo che preferivano non sedersi in prima fila e Goodman ha detto che la sicurezza del luogo era scarsa.

Rushdie stava per essere presentato quando l'aggressore è salito sul palco e lo ha aggredito. Dal suo posto in platea, Goodman non è riuscito a capire se Rushdie fosse stato preso a pugni o accoltellato. Ma poi sembra che abbia visto del sangue. «C'è stato un momento di shock», ha detto Goodman. «Tutti i presenti erano seduti lì increduli».

Il pubblico è stato fatto sfollare, Goodman è rimasto

Mentre la polizia con un cane poliziotto e altri aiutanti si sono precipitati sul palco, Goodman si è reso conto di ciò che stava accadendo. Ed è entrato in modalità giornalista.

Ha contattato i redattori dell'agenzia di stampa AP via e-mail ed è salito sul palco. Nonostante a lui e agli altri visitatori sia stato chiesto di andarsene, Goodman è rimasto. Ha scattato foto (quelle nella gallery in testa all'articolo sono tutte sue) e intervistato testimoni oculari.

Solo dopo circa un'ora ha potuto riflettere su quanto aveva visto. L'attacco, ha detto, è stata una delle cose peggiori a cui abbia mai assistito. «È stato così brutale e premeditato», ha detto Goodman. «Non mi piace prendere parte alle tragedie. Tuttavia, mi piace informare gli altri».

Salman Rushdie è sulla via della guarigione

intanto Salman Rushdie è «sulla via della guarigione». Lo ha detto il suo agente, Andrew Wylie, in un comunicato al Washington Post. «Le ferite sono gravi, ma le sue condizioni sono avviate sulla strada giusta», ha sottolineato.

La guarigione, ha affermato ancora l'agente di Rushdie, «sarà un processo lungo». Nessun aggiornamento sullo stato dell'occhio destro, colpito da una coltellata e che, secondo quanto riferito da Wylie, lo scrittore rischia di perdere.

Nella notte si era diffusa la notizia che lo scrittore fosse stato staccato dal respiratore e avesse iniziato a parlare. L'aggiornamento era stato dato su Twitter dallo scrittore Aatish Taseer che poi ha cancellato il tweet scusandosi per aver «dato informazioni che non era mio compito fornire».