Medio Oriente

Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza, la tregua sul tavolo?

SDA

20.5.2021 - 18:32

Un'unità dell'artiglieria israeliana lancia razzi verso la Striscia di Gaza.
Un'unità dell'artiglieria israeliana lancia razzi verso la Striscia di Gaza.
Keystone

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato per le 19.00 di questa sera (le 18.00 in Svizzera) il gabinetto di sicurezza.

SDA

20.5.2021 - 18:32

Secondo alcuni media, oltre all'esame dell'attuale situazione militare nella Striscia e il lancio di razzi da Gaza, i ministri discuteranno anche di un possibile cessate il fuoco.

Ma proprio mentre si diffondono voci su un'imminente tregua, il ministro della difesa Benny Gantz ha affermato che «siamo assolutamente preparati ad allargare l'operazione quanto necessario. Stiamo riportando Hamas in un viaggio indietro nel tempo. Un viaggio dal quale – ha aggiunto citato dai media – non consentiremo il ritorno».

Da parte sua il centrista Yair Lapid, a cui il presidente Reuven Rivlin ha affidato l'incarico di formare il nuovo governo, ha detto che «il presidente degli Stati Uniti vuole una fine delle operazioni dopo 11 giorni, quando l'esercito ha già raggiunto i suoi obiettivi. Israele non può ignorare questa richiesta». «Abbiamo di fronte sfide ancora maggiori di Gaza: l'Iran, l'accordo sul nucleare, le tensioni in Siria e il rafforzamento degli Hezbollah. Questo – ha concluso – richiede uno stretto coordinamento con gli Usa».

Secondo un sondaggio condotto oggi dall'emittente tv Canale 12, il 72% degli israeliani è dell'opinione che il governo non debba negoziare un cessate il fuoco ora con Hamas e che l'operazione deve andare avanti. Tra gli intervistati che risiedono al Sud – la parte più colpita del paese dai razzi di Hamas – la percentuale sale al 73%. Solo il 24% «concorda» su un tregua, con la percentuale che scende al 22% tra i residenti del Sud.

Il 66% inoltre ritiene che Israele abbia raggiunto «maggiori risultati» in questa tornata di guerra che nelle precedenti con Hamas. La percentuale scende al 30% tra chi vive nella parte meridionale del paese. Solo il 30% è di parere contrario.

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