In Lombardia scatta l'obbligo di indossare mascherina o foulard

ATS

5.4.2020 - 19:56

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana.
Source: KEYSTONE/EPA/MOURAD BALTI TOUATI

In Lombardia ci si adegua all'ordinanza che prevede l'uso obbligatorio di una protezione su bocca e naso per uscire di casa, anche in assenza di vere e proprie mascherine.

All'insegna del «piuttosto che niente è meglio piuttosto», vale a dire copritevi anche con una sciarpa o un foulard, come suggerito dal governatore Attilio Fontana.

Una misura che lascia un po' perplesso il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Lasciatemi dire – si è espresso sui social – che è un po' disorientante ricevere questa disposizione dalla Regione Lombardia e sentire Borrelli, il capo della Protezione Civile persona che stimo, dire 'io non la metterò e terrò le distanze'».

Questo non significa che il sindaco non si adeguerà: «Voglio rimanere fedele a ciò che ho detto dall'inizio e cioè le ordinanze, le direttive vanno applicate e non discusse perciò non posso che dirvi applichiamo questa ordinanza della Regione Lombardia».

Ed è quindi già polemica

La polemica sull'uso obbligatorio delle mascherine si era accesa ieri quando il capo della protezione civile Angelo Borrelli aveva detto che, per quanto lo riguardava, lui non la usa «perché rispetto le distanze».

«Non voglio fare polemica con Borrelli, ma se Borrelli viene in Lombardia si copre naso e bocca», gli ha risposto il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala, spiegando che la misura lombarda è nata dopo un confronto con la comunità scientifica e prendendo «esempio dalla Cina o da New York».

In serata, Borrelli ha chiarito il suo pensiero, spiegando di essere stato «nuovamente frainteso». «È importantissimo l'uso della mascherina e l'ordinanza della Regione Lombardia – ha detto – va rispettata, è importante dove non si riesce a rispettare la distanza».

La Toscana segue la linea lombarda

In Toscana, il presidente Enrico Rossi annuncia che domani firmerà un'ordinanza sul modello lombardo e che la Regione distribuirà gratuitamente 10 milioni di mascherine alle amministrazioni comunali.

La Lombardia, dopo l'ok dall'Istituto superiore di sanità (Iss), attraverso la Protezione civile ha iniziato a distribuire i tre milioni di mascherine 'made in Lombardia' già pronte. Per molti, ma non per tutti, come chiarito dall'assessore alla protezione civile Pietro Foroni: «La mascherina sarà data a chi ne è privo – ha spiegato – o a determinate categorie di persone fragili». In pratica «chi non ne ha bisogno non la prende, non è un gadget, è per utilità pubblica».

«Nei prossimi mesi dovremo uscire sempre con la protezione»

«Abbiamo deciso un'ordinanza così importante – ha spiegato l'assessore Giulio Gallera – a tutela della salute. Nei prossimi mesi dovremo uscire sempre con la protezione».

Anche perché con i dati sul contagio da coronavirus in Lombardia «siamo in pianura e – ha aggiunto il governatore Fontana – bisogna stringere i bulloni per cominciare la discesa».

Se i dati di oggi per Gallera sono «confortanti», con 50'455 positivi (+1337), 7 nuovi ricoveri non in terapia intensiva per un totale di 12'009, 9 letti occupati in meno in intensiva, i numeri di Milano invece «non ci fanno stare tranquilli» perché solo ieri in città ci sono stati 171 nuovi positivi, arrivati così a 4533, mentre considerando la città metropolitana i contagiati sono 11'230, 411 più di ieri.

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