L'Unione Europea riapre le sue frontiere, ma non agli Stati Uniti

ATS

30.6.2020 - 22:23

Ue, accordo sugli aiuti

L'Unione Europea riapre le sue frontiere. Ma non a tutto il mondo: per ora solo una lista di 15 Paesi potranno entrare nel Vecchio Continente, e tra questi restano fuori gli Stati Uniti. Ma anche la Russia e il Brasile.

Una scelta, quella presa a Bruxelles e che potrà essere rivista ogni due settimane in base all'andamento dell'epidemia, dettata dal timore di una nuova ondata di contagi, importati da quei Paesi dove il virus corre ancora velocemente.

E che vede l'Italia cauta: la quarantena prevista dagli arrivi extra Schengen resta in vigore, ha infatti fatto sapere il ministro della Salute italiano Roberto Speranza, spiegando che «la situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi».

L'ira di Trump

L'Unione Europea ha dato il via libera a una ristretta lista di paesi terzi. Includendo la Cina, ma lasciando la porta chiusa agli Stati Uniti alla luce dei record dei contagi registrati nel Paese negli ultimi giorni. Non senza scatenare l'ira di Trump che ora potrebbe anche far scattare la rappresaglia, chiudendo le frontiere a stelle e strisce agli europei o agendo sui dazi.

Il via libera dell'Unione Europea alla 'lista verde' è arrivato dopo una lunga maratona negoziale, trovando un equilibrio tra le esigenze sanitarie e quelle legate al turismo.

Per ora fuori, oltre a Stati Uniti, Russia e Brasile restano anche India e Israele.

Ecco la lista dei 15 Paesi

Nell'elenco degli ammessi figurano l'Algeria, l'Australia, il Canada, la Georgia, il Giappone, il Montenegro, il Marocco, la Nuova Zelanda, il Ruanda, la Serbia, la Corea del sud, la Tailandia, la Tunisia e l'Uruguay, Paesi che al momento non destano particolari preoccupazioni per quanto riguarda i livelli di contagio.

Nella lista c'è anche la Cina, ma a condizione della reciprocità, dunque che ammetta sul suo suolo i viaggiatori provenienti dall'UE. E il Regno Unito, ancora considerato Europa. almeno fino alla fine del periodo di transizione sulla Brexit il 31 dicembre.

«Stiamo entrando in una nuova fase con un'apertura mirata delle nostre frontiere esterne a partire da domani. I Paesi Ue hanno preso questa decisione in uno spirito di stretta collaborazione. Monitoreremo regolarmente la situazione», ha twittato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

La proposta di raccomandazione da parte della presidenza di turno del Consiglio, la Croazia che domani cede il testimone alla Germania, resta comunque un atto giuridico, quindi non è vincolante.

L'obiettivo è favorire un'azione coordinata degli Stati membri in un ambito a forte integrazione quale quello di Schengen. La lista di paesi concordata andrà comunque aggiornata ogni quindici giorni considerando l'evoluzione della pandemia.

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