L'Iraq chiede la condanna dell'ONU, per gli USA: «Nessun piano di ritiro» 

ATS

7.1.2020 - 08:04

Il veicolo occupato dal generale iraniano Qassam Soleimani dopo l'attacco.
Source: KEYSTONE/AP/CHARLES DHARAPAK

Il capo del Pentagono Mark Esper ha detto che gli Stati Uniti non pianificano di ritirarsi dall'Iraq. Intanto proprio l'Iraq ha chiesto al cosiglio di sicurezza dell'ONU di condannare l'attacco in cui è stato ucciso il generale Qassam Soleimani.

«Non c'è stata assolutamente alcuna decisione di lasciare l'Iraq», ha dichiarato Esper, rispondendo ai cronisti in merito ad una lettera citata da alcuni media in cui si parla di ritiro. «Non so cosa sia quella lettera. Stiamo cercando di capire da dove venga, cosa sia, ma non c'è stata alcuna decisione di lasciare l'Iraq. Punto».

Un generale statunitense ha poi spiegato che la lettera in cui si parla di ritiro degli Usa dall'Iraq era una bozza non firmata e mal formulata che mirava a sottolineare l'aumentato livello del movimento di truppe, ma che non doveva essere inviata.

Secondo il capo del comando interforze Mark Milley, «è stato un errore di McKenzie», ovvero il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, generale Frank McKenzie. «Non doveva essere inviata».

Iraq chiede la condanna dell'ONU

L'Iraq ha chiesto lunedì in una lettera all'Onu che il Consiglio di sicurezza condanni il raid con cui venerdì scorso gli Stati Uniti hanno ucciso all'aeroporto di Baghdad il generale iraniano Qassam Soleimani e il suo vice Abou Mehdi al-Mouhandis.

«La legge della giunga» non deve dominare le relazioni internazionali, si legge nella missiva dell'ambasciatore iracheno alle Nazioni Unite.

L'operazione americana «rappresenta una aggressione contro il popolo e il governo dell'Iraq, una violazione flagrante delle condizioni legate alla presenza delle forze americane in Iraq e una escalation pericolosa che potrebbe condurre ad una guerra devastatrice in Iraq, nella regione e nel mondo».

Anche martedì una folla oceanica

Intanto martedì un'enorme folla si è radunata a Kerman per la sepoltura di Soleimani, la cui salma è arrivata da poche ore nella cittadina dell'Iran sudoccidentale.

Staccandosi dalla usuale tattica di nascondersi dietro le azioni degli alleati coltivati nella regione, la Guida suprema Ali Khamenei vuole che qualsiasi rappresaglia per l'uccisione di Soleimani da parte degli Usa sia un attacco diretto e proporzionato contro interessi americani, eseguito apertamente dalle forze iraniane. Lo scrive il New York Times citando tre fonti iraniane presenti ad un incontro del Consiglio per la sicurezza nazionale dove Khameni ha dettato la linea.

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