Per diversi Paesi il voto in Venezuela non è credibile

SDA

7.12.2020 - 18:33

A livello internazionale diversi Paesi non riconoscono l'esito delle elezioni di ieri in Venezuela e ritengono che il voto non sia credibile.
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A livello internazionale, diversi Paesi non riconoscono l'esito delle elezioni di ieri in Venezuela e ritengono che il voto non sia credibile.

«I ministri degli esteri dell'UE in modo unanime hanno concordato» che le elezioni venezuelane del 6 dicembre 2020 per l'Assemblea nazionale «non hanno rispettato gli standard internazionali minimi per un processo credibile per mobilitare il popolo venezuelano a partecipare», ha detto l'Alto rappresentante dell'UE Josep Borrell al termine del consiglio esteri a Bruxelles.

In una nota si precisa che «la mancanza di rispetto per il pluralismo politico e l'avere squalificato i leader dell'opposizione non consentono all'Ue di riconoscere questo processo elettorale come credibile, inclusivo o trasparente e i suoi risultati come rappresentativi della volontà del popolo venezuelano».

«Il Venezuela ha bisogno di una soluzione politica»

Secondo Borrell «il Venezuela ha urgente bisogno di una soluzione politica per uscire dall'impasse e consentire urgentemente la fornitura dell'assistenza umanitaria necessaria alla sua popolazione».

L'Unione Europea invita dunque le autorità e i leader venezuelani a dare la «priorità agli interessi del popolo venezuelano e a riunirsi urgentemente per avviare un processo di transizione guidato dai venezuelani, per trovare una soluzione pacifica, inclusiva e sostenibile alla crisi politica, attraverso elezioni presidenziali e legislative inclusive e trasparenti. L'Ue è pronta a sostenere tale processo e continuerà a lavorare con tutti gli attori interessati», conclude la nota.

Anche sedici Paesi americani hanno firmato una dichiarazione congiunta nella quale non riconoscono la legittimità e condannano le elezioni legislative tenutesi domenica in Venezuela, vinte dal Gran Polo Patriottico chavista del presidente Nicolas Maduro, con una forte astensione e la mancata partecipazione della parte dell'opposizione fedele all'autoproclamato presidente Juan Guaidò.

«Le elezioni organizzate da Maduro mancano di legalità»

Le elezioni «organizzate dal regime illegittimo di Nicolás Maduro mancano di legalità e legittimità perché si sono svolte senza le garanzie minime di un processo democratico, libertà, sicurezza e trasparenza, integrità dei voti, partecipazione di tutte le forze politiche, osservazione internazionale», si legge nel documento.

I firmatari della dichiarazione, riportata dal ministero degli Esteri peruviano, sono Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Santa Lucia.

«Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi alla condanna di queste elezioni fraudolente e di sostenere gli sforzi per il recupero della democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto in Venezuela», continua la dichiarazione, che lancia un appello a tutti gli attori venezuelani a «impegnarsi con urgenza in un processo di transizione, definito e promosso dai venezuelani, per trovare una soluzione pacifica e costituzionale che porti il paese a elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque e credibili, il prima possibile».

Dal canto loro gli Stati Uniti continueranno a riconoscere Juan Guaidò come presidente del Venezuela. Lo afferma in un comunicato il segretario di stato Usa Mike Pompeo. «La comunità internazionale non può permettere a Nicolas Maduro di rubare una seconda elezione», aggiunge Pompeo, sottolineando come Maduro «detiene illegittimamente il potere avendo rubato le elezioni del 2018».

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