Terrorismo in Francia

Processo Bataclan, sintesi della mega-inchiesta

SDA

10.9.2021 - 17:30

Il principale accusato sta cominciando a parlare.
Il principale accusato sta cominciando a parlare.
Keystone

La terza giornata del processo per gli attentati parigini del 13 novembre 2015 si è aperta oggi alle ore 13.00.

SDA

10.9.2021 - 17:30

L'udienza è stata consacrata alla lettura del rapporto che riassume la gigantesca inchiesta sugli attacchi allo Stade de France, nei locali del centro di Parigi e al Bataclan.

L'udienza è iniziata con l'appello di diversi testimoni – tra inquirenti e persone vicine agli accusati – che saranno ascoltati durante il processo.

Aiutato dai collaboratori, il presidente della corte, Jean-Louis Périès, dovrà poi riassumere per almeno otto ore i 542 tomi del dossier ricordando i capi d'accusa che pesano sui venti accusati, tra cui l'unico sopravvissuto dei commando, Salah Abdeslam. L'altro ieri, nella prima giornata del maxiprocesso di Parigi per gli attacchi che provocarono 130 morti e 350 feriti, Abdeslam è uscito dal silenzio per invocare Allah «unico dio» e ha definito se stesso come «combattente dello Stato islamico», per poi lamentare di essere trattato – lui e gli altri detenuti – «come cani».

Ieri ha alzato l'asticella della sfida, contestando la legittimità della presenza in aula dei familiari delle vittime come parti civili: «I morti che ci sono stati in Siria e in Iraq potranno prendere la parola?». Il presidente della Corte lo ha invitato a tacere e Salah lo ha sfidato: «Non siate egoista, ci sono altre persone qui che vogliono ascoltarmi». Poi, trasformandosi in avvocato di tre coimputati, Mohammed Amri, Hamza Attou e Ali Oulkadi, ha tentato di scagionarli: «Mi hanno fatto dei favori ma non sapevano niente» degli attentati, «non hanno fatto nulla». E stavolta, il presidente del tribunale ha fatto staccare il microfono dell'imputato, aggiungendo: «Lei ha avuto 5 anni per spiegarsi, non ha voluto fare dichiarazioni, come è suo diritto. Adesso ho capito che vorrebbe farlo, ed è una cosa ottima, ma non è il momento».

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