Tensione sul nucleare

L'Iran spegne 27 videocamere dell'Aiea

SDA

9.6.2022 - 19:39

Il direttore generale dell'Agenzia atomica internazionale (Aiea) Rafael Mariano Grossi con una telecamera di sorveglianza durante la conferenza stampa sugli sviluppi in Iran.
Keystone

Si complica sempre di più la già ingarbugliata vicenda del nucleare iraniano: dopo mesi di stallo nel negoziato che tenta di riportare Teheran agli accordi del 2015, l'Iran ha staccato 27 videocamere di sorveglianza negli impianti nucleari.

SDA

9.6.2022 - 19:39

L'Agenzia atomica internazionale (Aiea), che nelle ultime ore si era già spinta in avanti criticando Teheran per la sua mancata collaborazione, ha bollato l'ultima mossa della Repubblica islamica come un potenziale colpo letale al raggiungimento di una nuova intesa.

«Difficile lavorare sul posto»

Questa decisione «pone naturalmente una seria sfida alla nostra capacità di lavorare» sul posto, ha detto il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi.

Teheran rimanda al mittente: «L'Iran finora ha avuto un'ampia cooperazione con l'Aiea, ma l'agenzia non solo è stata ingrata, ma ha considerato la buona volontà dell'Iran come un dovere», ha comunicato l'Organizzazione per l'energia atomica iraniana annunciando lo spegnimento delle telecamere e tuttavia precisando che «oltre 80 delle altre telecamere dell'Aiea continueranno a funzionare».

Uranio arricchito in tre siti

Il presidente Ebrahim Raisi ha fatto sapere che la Repubblica islamica «non farà il minimo passo indietro» rispetto ai richiami avanzati dall'Agenzia. Il documento, approvato da tutto il board Aiea – tranne Russia e Cina che hanno votato contro – critica Teheran soprattutto per non aver adeguatamente spiegato la presenza di tracce di uranio arricchito in tre siti in cui non aveva dichiarato attività di arricchimento.

E dopo la visita di Grossi in Israele, gli strali sono arrivati direttamente al capo Aiea: «Nessuno può affermare di essere imparziale mentre tace sul programma segreto di armi nucleari di Israele e nel frattempo parla contro le attività nucleari pacifiche dell'Iran».

Usa: «scegliere diplomazia e de-escalation»

Al di là della nube di polemiche, il timore diffuso è che se il programma nucleare iraniano procederà a briglie sciolte l'Iran potrà disporre di materiale sufficiente per produrre un ordigno, minaccia che rischierebbe di incendiare ancor di più la regione, qualunque siano le intenzioni iraniane.

Gli Stati Uniti intanto provano a gettare acqua sul fuoco: «Chiediamo all'Iran di scegliere la diplomazia e la de-escalation», ha esortato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, convinto che l'unico risultato della strada imboccata dall'Iran è quello di un «ulteriore isolamento economico e politico» di Teheran.

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