Trump e Melania positivi al coronavirus

ATS

2.10.2020 - 19:59

Donald e Melania Trump sono positivi al coronavirus e sono stati messi in isolamento alla Casa Bianca.
Source: KEYSTONE/EPA/SAMUEL CORUM

La notizia bomba è arrivata nella nottata di giovedì, poco prima dell'una del mattino: Donald e Melania Trump sono positivi al coronavirus e sono stati messi in isolamento alla Casa Bianca.

È stato lo stesso presidente americano a informare il mondo via Twitter, un paio d'ore dopo aver annunciato di essersi sottoposto al test insieme alla first lady e di essere in quarantena in attesa dei risultati del tampone.

Un controllo deciso dopo il contagio contratto da Hope Hicks, la fedelissima consigliera che segue come un'ombra il presidente, in questi ultimi giorni ovunque, anche a bordo dell'Air Force One.

Una notizia shock che scuote l'America

A un mese dal voto per le presidenziali si tratta di una notizia shock che scuote l'America e fa immediatamente tremare i mercati, gettando un'ombra sulla parte finale della campagna elettorale, ora seriamente a rischio.

Il presidente, 74 anni, «è in grado di continuare a portare avanti i suoi compiti senza alcuna interruzione», ha subito fatto sapere il suo medico personale. «È al lavoro e resterà al lavoro», ha assicurato il capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows.

I suoi sintomi sono leggeri – il messaggio fatto filtrare dall'entourage del presidente – resta di buon umore e lascia sperare in una rapida ripresa.

Ma nel frattempo il vicepresidente Pence, a sua volta immediatamente testato e risultato negativo, è stato messo in preallerta, nel caso in cui la situazione dovesse improvvisamente precipitare.

Saltano per il momento tutti gli appuntamenti elettorali

Inevitabilmente saltati per il momento tutti gli appuntamenti elettorali delle prossime ore, quando il presidente era atteso ad un evento al Trump Hotel di Washington e poi nello Stato chiave della Florida.

Di fatto una sospensione della campagna per la rielezione che a questo punto non si sa quando e se mai potrà riprendere normalmente, a partire dalla partecipazione ai prossimi dibattiti presidenziali del 15 ottobre a Miami e del 22 ottobre a Nashville. Con il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell, che ha avanzato l'ipotesi di dibatti presidenziali da remoto.

Intanto alla Casa Bianca è stata una notte di angoscia e di paura, nel timore di scoprire un vero e proprio focolaio al suo interno. Ma con il passare delle ore la preoccupazione si è attenuata, con i test risultati negativi per tutti quelli che in questi ultimi giorni sono stati vicini a Hope Hicks e alla coppia presidenziale: non solo il vicepresidente Pence e la moglie, ma anche Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, e i ministri della Giustizia William Barr e del Tesoro Steve Mnuchin.

Negativo anche Barron, il figlio quattordicenne di Donald e Melania che vive con loro nella East Wing della residenza presidenziale.

Biden negativo al test

Ma a essere controllato è stato anche Joe Biden, che martedì sera ha condiviso lo stesso palco col presidente nel primo duello tv in Ohio: il candidato democratico, 77 anni, è risultato negativo, così come sua moglie Jill e la candidata vicepresidente Kamala Harris.

Biden, che dopo gli insulti di martedì sera ha inviato gli auguri di pronta guarigione a Trump, può quindi proseguire tranquillamente la sua campagna elettorale, che lo vede impegnato in Stati chiave e in bilico come il Michigan.

Si cerca ora di ricostruire come siano andate le cose. Secondo quanto riportano alcuni media, citando fonti vicine alla campagna elettorale di Trump, la Casa Bianca sapeva della positività di Hicks già da mercoledì sera, tanto che quel giorno di ritorno da un comizio in Minnesota la consigliera avrebbe viaggiato in una cabina separata dell'Air Force One, uscendo poi dalla parte posteriore dell'aereo una volta arrivati alla base di Andrews.

Trump non si è messo subito in quarantena

Nonostante ciò Trump non si è messo subito in quarantena, ma è volato il giorno dopo in New Jersey per partecipare a un evento per la raccolta fondi.

È lì che avrebbe accusato i primi sintomi, con raffreddore e qualche colpo di tosse. La decisione di sottoporsi al test, quindi, solo dopo il rientro in tarda serata alla Casa Bianca.

Certo, non era questa la «October surprise» in cui sperava il presidente americano per imprimere una svolta alla sua campagna durante il rush finale verso il 3 novembre. Saranno i prossimi giorni a dire se The Donald riuscirà ancora una volta a riemergere da una situazione da incubo.

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