Trump trema: si va verso l'indagine per l'impeachment

ATS

24.9.2019

Donald Trump e la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi
Keystone

L'impeachment non è più solo uno spettro per Donald Trump. Lo scandalo dell'Ucraina compatta i democratici convincendo anche la scettica Nancy Pelosi sulla necessità di avviare le grandi manovre per la messa in stato di accusa del presidente americano.

Mentre il tycoon autorizza la pubblicazione integrale della trascrizione della telefonata con il leader ucraino Volodymyr Zelensky, la speaker della Camera si appresta ad annunciare l'avvio formale di un'indagine per un possibile impeachment del presidente.

Trump minimizza lo scandalo delle presunte pressioni su Zelensky

La svolta democratica arriva mentre Trump è all'Assemblea Generale dell'Onu, da dove minimizza lo scandalo delle presunte pressioni su Zelensky per l'avvio di un'indagine su Joe Biden.

Il presidente ammette di aver congelato 391 milioni di dollari di aiuti a Kiev nei giorni precedenti la telefonata del 25 luglio con il leader ucraino. E la colpa, spiega Trump, è dell'Europa: il congelamento è stato infatti deciso per spingere l'UE a contribuire e sostenere adeguatamente l'Ucraina.

Nulla a che vedere quindi con le presunte pressioni su Zelensky per un'indagine sul figlio di Joe Biden, un'ipotesi che è solo una "caccia alle streghe" dei democratici che "non hanno idea di come fermarmi", dice il tycoon.

Trump: «L'unica strada per provare a fermarmi»

Una spiegazione che fomenta le polemiche e unisce i democratici, che sempre più numerosi si dicono favorevoli a un impeachment di Trump. A sostenere la messa in stato di accusa di Trump è anche l'altro protagonista dello scandalo dell'Ucraina, Joe Biden.

L'ex vice presidente appoggerà la procedura nel caso in cui la Casa Bianca continui a ignorare le richieste del Congresso sulla consegna dei documenti e delle informazioni relative alla conversazione telefonica fra Trump e Zelensky, sul quale il presidente americano avrebbe fatto pressione allo scopo di danneggiare Biden, suo possibile avversario nella corsa per la rielezione.

«Sono in testa ai sondaggi e non hanno idea di come fermarmi. L'unica strada che possono provare è l'impeachment», afferma Trump a margine dell'Onu.

Per Pelosi i fatti per inchiodare Trump ci sarebbero

Una messa in stato di accusa ora appare più probabile che in passato visto l'appoggio alla procedura di Pelosi, la cui contrarierà all'impeachment finora era stata una rassicurazione per Trump e la Casa Bianca.

Nonostante la pressione degli ultimi mesi, la speaker della Camera ha sempre resistito chiudendo alla procedura, ritenuta rischiosa soprattutto in assenza di fatti concreti. Ma ora, secondo Pelosi, i fatti per inchiodare Trump ci sarebbero e quindi i democratici sono pronti ad avviare l'attacco. Si tratta comunque di una mossa rischiosa per il partito vista la prossimità delle elezioni.

Verso la creazione di un comitato speciale

Insieme ai vertici del partito, la speaker della Camera sta valutando anche la creazione di un comitato speciale, simile a quello creato nel 1973 per indagare sul Watergate, con il compito di esaminare i rapporti fra Trump e l'Ucraina e, potenzialmente, spianare la strada alla messa in stato di accusa.

«La Camera deve procedere con l'impeachment. E deve farlo oggi», è l'esortazione di Elizabeth Warren, la candidata democratica in testa ai sondaggi. La prospettiva di una battaglia sulla messa in stato di accusa di Trump gela Wall Street.

Già preoccupati dalle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, i listini americani calano in modo deciso prevedendo possibili mesi di incertezza e confusione, e temendo i tweet di Trump.

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