Tokyo 2020

Tsymanouskaya in Polonia: «Felice di essere al sicuro»

SDA

5.8.2021 - 19:42

Nella conferenza stampa a Varsavia Krystsina Tsymanouskaya  si è detta "sorpresa che la situazione sia diventata un tale scandalo politico perché è iniziata come una questione sportiva".
Nella conferenza stampa a Varsavia Krystsina Tsymanouskaya si è detta "sorpresa che la situazione sia diventata un tale scandalo politico perché è iniziata come una questione sportiva".
Keystone

La velocista olimpica bielorussa Krystsina Tsymanouskaya si è detta oggi «felice di essere al sicuro» parlando coi giornalisti a Varsavia, all'indomani del suo arrivo in Polonia, dove si è rifugiata temendo per la sua vita se costretta a tornare nel suo paese.

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5.8.2021 - 19:42

Dopo aver criticato pubblicamente la sua federazione, nel corso delle Olimpiadi di Tokyo, la sprinter ha raccontato che due allenatori sono entrati nella sua stanza e le hanno detto di fare immediatamente le valigie, per rientrare in Bielorussia.

Poi è arrivata la telefonata della nonna: «non ci potevo credere e le ho chiesto: 'Sei sicura?' E lei ha detto: 'Sì. Ne sono sicura. Non tornare indietro'», ha raccontato. «Per questo sono andata dalla polizia». E poi è fuggita a Varsavia.

La Bielorussia ha affermato che l'atleta è stata rimossa dalla squadra olimpica per il suo stato emotivo, ma la Tsymanouskaya ha spiegato che non era vero.

La velocista ha assicurato di voler tornare in patria, ma non adesso, perché è troppo pericoloso. L'atleta di 24 anni si è detta «sorpresa che la situazione sia diventata un tale scandalo politico perché è iniziata come una questione sportiva», e ha rivelato che «non stava pensando all'asilo politico» in Polonia, che le ha concesso un visto umanitario.

«Voglio solo proseguire la mia carriera sportiva», ha detto, aggiungendo che suo marito, Arseny Zdanevich, era «già sulla strada per la Polonia – sarà qui oggi». Il governo polacco ha affermato che anche a Zdanevich è stato concesso un visto umanitario dopo che è fuggito in Ucraina ieri.

Il caso ha nuovamente messo sotto i riflettori sul regime di Alexandr Lukashenko dopo l'ondata di repressione contro l'opposizione.

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