Vertice europeo

Riduzione delle emissioni di gas serra, ancora nessun accordo

SDA

25.5.2021 - 19:58

Immagine d'illustrazione
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE/EPA/WU HONG

Non c'è accordo tra i leader europei sulla ripartizione dello sforzo di riduzione delle emissioni di gas serra tra paesi.

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25.5.2021 - 19:58

Rispetto alle bozze delle conclusioni del Consiglio europeo, la discussione ha portato alla cancellazione dal documento di ogni riferimento al regolamento sulla condivisione degli sforzi che copre le emissioni di trasporti, edilizia e agricoltura. I leader dell'Ue invitano «la Commissione a presentare rapidamente il suo pacchetto legislativo» sul clima.

«Ritorneremo sulla questione una volta che la Commissione avrà presentato le sue proposte», ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel nella conferenza stampa dopo il vertice dei leader dell'Ue.

Ma i leader dell'Ue non hanno dato le attese e concrete «indicazioni ulteriori» alla Commissione per la presentazione del pacchetto clima che dovrebbe vedere la luce il 14 luglio e che sarà composto da ben 12 proposte legislative. I leader europei si sono fermati alla conferma dei target al 2030, dell'obiettivo neutralità climatica al 2050 e dell'impegno «ad aumentare le loro ambizioni in vista della riunione della COP26 a Glasgow».

Troppo ampia è stata la divergenza di vedute tra paesi fondatori e nuovi Stati membri sui criteri di attribuzione dello sforzo di riduzione che i paesi dell'Est avrebbero voluto calcolare sul Pil pro-capite del 2013. Le economie più avanzate chiedevano un aggiornamento del parametro del Pil (che dal 2013 a oggi è diminuito) mentre i nuovi Stati membri chiedevano ulteriori compensazioni economiche.

Mano libera alla Commissione

Decidendo di rinviare il confronto, il Consiglio ha lasciato in qualche modo mano libera alla Commissione, visto che il pacchetto clima sarà molto ampio. Non includerà solo la riforma delle principali politiche climatiche dell'Ue (mercato di scambio di quote di emissioni Ets, regolamento sulla condivisione dello sforzo e sull'impatto dell'uso dei terreni e delle foreste) ma anche nuovi limiti di emissioni per i costruttori di automobili e la tassa sulla CO2 alle frontiere.

Facendo chiarezza sulla «estensione» dell'Ets ai trasporti, che preoccupa per i possibili impatti sul prezzo dei carburanti, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato che «i trasporti su gomma avranno un loro mercato della CO2 su piccola scala, accoppiato a un meccanismo di compensazione sociale».

«L'Ets funziona bene per energia e industria e ora stiamo cercando di capire come aiutare gli Stati membri ad ottenere gli stessi risultati in altri settori in cui le emissioni invece aumentano, come i trasporti», ha spiegato la von der Leyen.

«L'idea è avere un Ets separato per i trasporti, all'inizio su piccola scala, accoppiato con un meccanismo di compensazione sociale perché per noi è chiaro che l'onere» della transizione «non deve essere a carico dei più vulnerabili, ma dei produttori e dei redditi alti e l'aspetto della compensazione sociale è quello su cui dobbiamo porre l'enfasi maggiore».

A questo punto solo dopo che che Bruxelles avrà presentato le sue proposte si aprirà il vero negoziato tra i due schieramenti in cui è divisa l'Ue sul fronte degli sforzi da fare per combattere i cambiamenti climatici.

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