Stop ad alcune regole d'asilo per Polonia, Lettonia e Lituania

SDA

1.12.2021 - 14:42

Per l'Ue "non si tratta di una crisi migratoria ma di un attacco ibrido". Nella foto il presidente bielorusso Alexander Lukashenko alcuni giorni fa mentre incontra migranti al confine con la Polonia.
Keystone

La sospensione di alcune regole europee su asilo e rimpatri dando maggiore flessibilità a Polonia, Lettonia e Lituania: è la proposta «straordinaria e valida per 6 mesi» che la Commissione Ue invia al Consiglio europeo in relazione all'«attacco ibrido» della Bielorussia.

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1.12.2021 - 14:42

La proposta prevede procedure nazionali semplificate per i rimpatri e l'estensione del periodo di registrazione per le domande di asilo a 4 settimane, invece del tetto di 10 giorni previsto in via generale. Gli Stati potranno decidere «luoghi specifici» per la permanenza temporanea dei migranti.

«Quelle che proponiamo oggi sono misure eccezionali per rispondere a circostanze eccezionali», ha affermato il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas. Questi ha inoltre indicato che nella revisione del codice Schengen «sarà mosso un passo avanti perché sarà introdotta la definizione» dell'attacco ibrido.

Da parte sua la commissaria per gli affari interni Ylva Johansson ha sostenuto che «ottomila migranti finora hanno attraversato le frontiere e si trovano in Lituania, Polonia o Lettonia, in centri di accoglienza. Diecimila migranti sono arrivati in Germania. I numeri sono contenuti, non è una crisi migratoria ma un attacco ibrido. La situazione di questi migranti ha bisogno del nostro aiuto».

La proposta di maggiore conformità, ha sottolineato, non deroga ai principi europei e viene avanzata sulla base dell'articolo 78 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il quale prevede misure straordinarie a favore di alcuni Stati membri che il Consiglio deve approvare a maggioranza qualificata.

Nella proposta si prevede che lo Stato, nella procedura di frontiera, abbia fino a 16 settimane per rispondere ad una domanda di asilo a meno che non sia in grado di assistere un richiedente con problemi di salute. «Non stiamo legalizzando i respingimenti», sottolinea Johansson rispondendo ad una delle domande dei cronisti.

Nuove sanzioni nei confronti di Minsk

Intanto gli ambasciatori dei 27 paesi membri dell'Unione europea riuniti nel Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) hanno dato luce verde al quinto pacchetto di sanzioni contro 17 persone e 11 entità legate al regime di Minsk.

L'iscrizione sulla «lista nera» dell'Ue prevede il congelamento dei beni ed il divieto dei viaggi nell'Unione. Il nuovo provvedimento sarà pubblicato domani, dopo l'adozione formale, sulla Gazzetta ufficiale europea.

Tra le 11 aziende colpite dal nuovo pacchetto di sanzioni ci sono anche Belshina, una delle principali aziende statali in Bielorussia e grande produttore di pneumatici per veicoli, e Belorusneft, una società di proprietà statale che opera nel settore petrolchimico.

Nella nuova lista nera dell'Ue figurano inoltre la compagnia aerea di bandiera bielorussa Belavia, una compagnia di charter siriana, Cham Wings Airlines, alberghi, tour operator e agenzie di viaggi che hanno favorito l'arrivo dei migranti per il loro utilizzo contro le frontiere dell'Ue in Lituania, Lettonia e Polonia.

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