Guerra

Mosca: «Non accetteremo il price cap sul petrolio»

SDA / Red

3.12.2022 - 14:07

Il nuovo limite al prezzo del petrolio russo «ridurrà immediatamente la più importante fonte di entrate di Putin». Lo ha affermato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, dopo l'intesa per il tetto a 60 dollari raggiunta a livello europeo e di G7.

Il presidente russo Vladimir Putin il 30 novembre (immagine d'illustrazione).
Il presidente russo Vladimir Putin il 30 novembre (immagine d'illustrazione).
KEYSTONE/EPA/MIKHAIL METZEL / KREMLIN POOL / SPUTNIK / POOL

SDA / Red

3.12.2022 - 14:07

Secondo Yellen saranno i paesi a basso e medio reddito che sono stati pesantemente colpiti dagli alti prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari a trarre particolare beneficio dal price cap.

E verrà colpito il leader russo. La nuova misura infatti «limiterà le entrate che sta utilizzando per finanziare la sua brutale invasione», evitando allo stesso tempo che si interrompano le forniture globali che potrebbero far salire i prezzi della benzina in tutto il mondo.

«Con l'economia russa già in contrazione e il suo budget sempre più ridotto, il tetto massimo taglierà immediatamente la più importante fonte di entrate di Putin», ha affermato Yellen in una nota.

Mosca: «Non accetteremo il price cap»

La Russia «non accetterà» il tetto sul prezzo del petrolio. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, secondo quanto riporta la Tass.

«Stiamo valutando la situazione. Sono stati fatti alcuni preparativi per questo tetto. Non accetteremo il price cap e vi informeremo su come sarà organizzato il lavoro una volta che sarà terminata la valutazione», ha detto ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov.

L'ambasciata russa negli USA: «Affermazioni arroganti»

«Nonostante l'accordo degli Usa con i suoi partner sul tetto al prezzo del petrolio russo, siamo certi che il nostro greggio continuerà ad essere richiesto»: lo scrive su Telegram l'ambasciata russa negli Stati Uniti.

«Abbiamo preso atto delle arroganti affermazioni dell'amministrazione statunitense in merito all'accordo con i suoi partner sul famigerato «price cap» sul petrolio russo. Gli strateghi di Washington, nascondendosi dietro nobili slogan per garantire la sicurezza energetica ai Paesi in via di sviluppo, mantengono un muro di silenzio sul fatto che gli attuali squilibri sui mercati energetici derivano dalle loro azioni mal concepite. Prima fra tutte l'introduzione di sanzioni contro la Russia e il divieto di importazione di energia dal nostro Paese», si legge nel post.

«Con una tenacia degna di una migliore applicazione, l'Occidente sta cercando di risolvere i problemi che esso stesso ha creato. Di fatto, stiamo assistendo a una rimodulazione dei principi fondamentali del libero mercato. Passi come questi si tradurranno inevitabilmente in un aumento dell'incertezza e nell'imposizione di costi più elevati per i consumatori di materie prime. Inoltre, d'ora in poi nessun Paese sarà più immune dall'introduzione di «tetti» di ogni tipo sulle sue esportazioni, introdotti per motivi politici», conclude il messaggio.

SDA / Red