Covid

Spahn spaventa la Germania: «Vaccinati, guariti o morti»

SDA

22.11.2021 - 20:32

Frase shock del ministro della Salute tedesco Jens Spahn.
Frase shock del ministro della Salute tedesco Jens Spahn.
Keystone

«Alla fine dell'inverno in Germania saranno quasi tutti vaccinati, guariti o morti». Sotto attacco per la gestione dell'emergenza Covid che ha travolto il Paese, il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha pronunciato una sentenza shock in una situazione complessa.

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22.11.2021 - 20:32

Poche ore dopo è stata direttamente Angela Merkel ad affidare al presidio della Cdu tutta la sua inquietudine di fronte alle misure attuali – decise peraltro appena giovedì scorso – affermando che «non sono sufficienti»: «Ci troveremo in una situazione che sovrasterà tutto quello che abbiamo avuto finora», la fosca previsione della cancelliera.

In effetti i dati record sul contagio (con un'incidenza settimanale salita a 386,5 su 100 mila abitanti), ma soprattutto l'allarme delle terapie intensive, delineano in modo chiaro il «dramma» che Merkel evoca da settimane. Gernot Marx, presidente del Divi, associazione di medici di terapia intensiva e di urgenza, ha denunciato che «la situazione in Germania non è sotto controllo e desta molta preoccupazione».

E la camera dei medici del Land della Sassonia ha addirittura avvertito che in corsia ci si debba «preparare al triage», ovvero a scegliere chi curare. Uno scenario da incubo leggermente ridimensionato dall'associazione degli ospedali regionali, secondo la quale vi sarebbe invece «ancora margine» prima di dover arrivare a questo. Per il momento si può ancora contare sul trasferimento nelle strutture sanitarie dei Länder vicini, anche se allarma la forte mancanza di personale.

4000 posti in meno nelle terapie intensive

Questa quarta feroce ondata della pandemia viene infatti affrontata in Germania con 4000 posti in meno nelle terapie intensive a causa dei tanti parasanitari che si sono licenziati o hanno ridotto l'orario di lavoro, in preda allo sfinimento. Se la situazione dovesse rimanere questa, la politica dovrebbe prepararsi ad inasprire le misure il 9 dicembre, ha tuonato il presidente del Divi.

Diversi Länder d'altra parte stanno già stringendo: la Baviera ha annunciato il lockdown per i non vaccinati e anche Berlino sta valutando un irrigidimento del cosiddetto 2G per escludere i non immunizzati dalla vita pubblica.

In questo clima teso come non mai, la Germania vede crescere con estrema lentezza la quota dei vaccinati, e crescono le richieste di un obbligo generalizzato, a partire dalla Csu bavarese e da diversi ministri-presidenti regionali di entrambi gli schieramenti.

Il 68% della popolazione completamente vaccinata

La popolazione protetta con due dosi è solo del 68% e ci sono oltre 3 milioni di ultrasessantenni che non vogliono saperne della siringa anti-Covid. Spahn vorrebbe accelerare sul booster e vaccinare oltre 27 milioni di tedeschi entro Natale, ma la chiusura dei centri – precipitosamente riaperti in molte regioni – non agevolerà l'impresa.

Inoltre ha fatto esplodere un'enorme polemica la comunicazione infelice sul terzo richiamo: molti cittadini dovranno accettare di incrociare i farmaci e farsi somministrare Moderna pur avendo avuto due dosi di Pfizer/Biontech, ha annunciato Spahn, a causa della necessità di razionare le dosi prodotte dalla casa tedesca alleata col colosso americano.

Comunicazione dalle modalità «disastrose», gli hanno rinfacciato medici e politici, fra cui l'alleato della Csu Markus Soeder. «I medici dicono che Biontech sia la Mercedes e Moderna la Rolls Royce dei vaccini», ha tentato di correre ai ripari il ministro, assicurando che si tratta di una scelta comunque sicura. Mentre un ulteriore ordine di un milione di dosi Pfizer dovrebbe servire a gettare acqua sul fuoco.

A disposizione 2,4 milioni di dosi per i bambini

Dal 20 dicembre, infine, viene garantito che saranno a disposizione 2,4 milioni di dosi per i bambini fra i 5 e 11 anni. Campagna anche questa non priva di problematicità, dal momento che la commissione Stiko è cauta sul ricorso esteso ai vaccini anti-Covid per l'infanzia e la consiglia nel caso dei 12-18enni solo per ragazzi affetti da patologie gravi o croniche.

Il Natale dei tedeschi sembra ogni ora che passa più a rischio, e nel giorno in cui tanti mercatini hanno aperto i battenti, ad esempio a Berlino, ci sono quelli che hanno dovuto chiudere ancora prima di cominciare, come nel Brandeburgo.

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